Charlie Hebdo, dieci anni dopo
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Redazione Esteri
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Il 7 gennaio 2015, un mercoledì, la redazione di Charlie Hebdo si riunì come di consueto nell'ufficio del direttore Charb, al secondo piano. In quella fatidica giornata, i fratelli Kouachy fecero irruzione, causando una strage che sconvolse non solo la Francia, ma l'intera Europa. Tra le vittime, figure di spicco come Cabu e Wolinski, mostri sacri della caricatura francese, il disegnatore Honoré, l'editorialista Elsa Cayat, l'economista Bernard Maris, il correttore di bozze e il fumettista Tignous.
Dieci anni dopo, Charlie Hebdo continua a esistere, ma la libertà di espressione ha subito un duro colpo. Laurent Bihl, storico e professore alla Sorbonne, specialista dell'immagine satirica, sottolinea come la satira fatichi a sopravvivere. La paura di affrontare certi temi ha portato molti disegnatori all'autocensura, mentre numerosi giornali nel mondo, come il New York Times, hanno deciso di non pubblicare più vignette politiche. Inoltre, si registra un calo di interesse nei confronti delle caricature.
La pubblicazione celebra il decimo anniversario degli attentati con un'edizione speciale intitolata "Charlie è cambiato, noi siamo cambiati". Un passante a Marsiglia, in reazione all'ultima prima pagina di Charlie Hebdo, spiega: "È molto complicato per me parlarne, ma è ancora un ricordo molto doloroso".
Il 7 gennaio è rimasto il giorno della riunione settimanale di redazione a Charlie Hebdo, un simbolo di resistenza e memoria. Parigi rende omaggio alle vittime degli attentati del gennaio 2015, tra cui la strage nella redazione di Charlie Hebdo e nel supermercato HyperCacher a Porte de Vincennes.




