Eurolega-Nba, a Cernobbio l'offerta che vale il futuro del basket europeo
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Redazione Salute
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Il tempo stringe e la giornata di martedì 6 ottobre si preannuncia come uno spartiacque per la pallacanestro continentale. Nella cornice di Villa d'Este, affacciata sul Lago di Como, i tredici club azionisti di Eurolega si riuniscono in assemblea straordinaria su invito dell'Olimpia Milano per esaminare l'offerta di collaborazione arrivata dalla Nba. Sul tavolo c'è una proposta che, secondo quanto filtra dalle trattative, non avrebbe una validità illimitata: la scadenza è fissata proprio per la giornata odierna e le condizioni da soddisfare sono stringenti.
Le condizioni imposte dalla lega americana
La proposta statunitense, riferiscono fonti vicine al negoziato, poggia su due pilastri fondamentali. Il primo è che l'assemblea dei proprietari fornisca una risposta in tempi rapidi. Il secondo, decisamente più vincolante, è che Eurolega rimanga esattamente nella sua configurazione attuale, con i tredici club che ne detengono le quote. Questo significa mettere in pausa il progetto di espansione a ventiquattro squadre e la trasformazione delle licenze in franchigie permanenti, un piano su cui il CEO Chus Bueno sta lavorando da mesi in parallelo all'ipotesi di intesa con la Nba.
Eventuali modifiche al numero degli azionisti o al loro status renderebbero automaticamente nulla l'offerta di partnership.
Il piano alternativo di Eurolega
Il progetto di riforma interno alla competizione europea prevede un allargamento del numero di partecipanti, con l'obiettivo di arrivare a ventiquattro formazioni già dalla prossima stagione e di toccare quota ventotto in una fase successiva. La trasformazione delle licenze decennali in franchigie rappresenta il cuore di questa strategia, pensata per garantire maggiore stabilità economica e attrarre nuovi investitori. Le candidature per i posti aggiuntivi sono ormai numerose e includono realtà italiane come la Virtus Bologna, Napoli e Roma, oltre a piazze storiche del panorama continentale.
Il piano di espansione punta a rafforzare il prodotto attraverso un incremento dei ricavi commerciali e una struttura proprietaria più solida.
Lo sbarco annunciato di Nba Europe
Indipendentemente dall'esito dell'incontro di Cernobbio, la Nba ha già annunciato l'intenzione di approdare in Europa con una propria competizione a partire dal 2027. Il progetto, sviluppato in collaborazione con la Fiba, prevede sedici squadre di cui dodici franchigie permanenti assegnate a mercati strategici come Milano, Roma, Madrid, Barcellona, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Berlino, Monaco, Istanbul e Atene, mentre gli altri quattro posti verrebbero attribuiti attraverso criteri sportivi.
Le trattative con potenziali investitori e con grandi club di calcio sono già a uno stadio avanzato, con interlocuzioni che hanno coinvolto società come Psg, Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco.
Un bivio con scenari contrapposti
Davanti ai proprietari riuniti sul Lago di Como si prospettano dunque due strade nettamente divergenti. Da un lato c'è la possibilità di accettare l'offerta della lega americana, avviando un percorso di integrazione che potrebbe ridisegnare gli equilibri del basket europeo. Dall'altro lato c'è la scelta di proseguire in autonomia con il piano di espansione, accettando lo scenario di una competizione diretta con Nba Europe a partire dalla stagione 2027-28.
La sensazione che emerge dalle indiscrezioni è che una parte consistente dei club azionisti propenda per la seconda opzione, complici anche le perplessità sulle proiezioni di ricavo legate al progetto statunitense.
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