Il caldo estremo a Shanghai mette in ginocchio il tennis, record di ritiri nel Masters 1000
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Redazione Sport
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Un'afa opprimente, che si abbatte sui corpi come un'ondata di piombo, sta trasformando il prestigioso Masters 1000 di Shanghai in una prova di sopravvivenza pura, dove a vincere non è necessariamente il tennista più abile ma, spesso, semplicemente colui che resiste. L’umidità, toccando picchi prossimi al novanta per cento, si unisce a temperature estreme creando un mix letale che sta falcidiando il tabellone principale, il quale, ancor prima di veder concluso il terzo turno, ha già registrato sette abbandoni.
Crampi, forfait e malessere: i casi di Sinner, Atmane e Djokovic
L’episodio più emblematico, che ha catalizzato l’attenzione generale, ha avuto come protagonista Jannik Sinner. L’azzurro, durante il terzo set contro l’olandese Tallon Griekspoor, è stato colto da crampi talmente violenti da renderlo, di fatto, impossibilitato a camminare, costringendolo a una resa dolorosa ma inevitabile. Il suo non è stato, tuttavia, un caso isolato. Altri atleti hanno vissuto esperienze simili, con Terence Atmane che, nel corso del suo primo incontro, si è accasciato al suolo prima di essere costretto al forfait. Persino un gigante della disciplina come Novak Djokovic, pur riuscendo a portare a casa la vittoria, ha mostrato i segni di un profondo malessere, vomitando due volte nel corso della sua gara, a testimonianza di come le condizioni ambientali non risparmino nessuno.
Un problema di circuito: il record di ritiri nel 2025
La lunga e preoccupante serie di ritiri che sta caratterizzando questo torneo non rappresenta, purtroppo, un’anomalia circoscritta. Il circuito ATP nel suo complesso, nel corso di questo 2025, sta facendo registrare un numero record di incontri non portati a termine a causa di problemi fisici, con ben trentasei match nei Masters 1000 già conclusi prematuramente per un forfait. Una statistica che dipinge un quadro allarmante e che solleva interrogativi ineludibili sulle condizioni di gioco.
La richiesta di una "heat rule" per proteggere i tennisti
La domanda, dunque, si fa sempre più pressante: è sostenibile continuare a chiedere agli atleti di performare in simili contesti? Le dure parole di Holger Rune, il quale ha lanciato un monito chiedendo se si debba “aspettare che un giocatore muoia in campo”, sintetizzano con crudo realismo la percezione di molti addetti ai lavori. L’assenza di una “heat rule”, una normativa che sospenda le gare in presenza di parametri climatici eccessivi, appare sempre più come un vuoto normativo pericoloso.




