La Lega contro l’aumento della tassa sui guadagni da bitcoin
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Redazione Economia
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La Lega, attraverso la voce del sottosegretario all'Economia Federico Freni, ha espresso una forte opposizione all'incremento della tassazione sui guadagni derivanti dagli investimenti in criptovalute, previsto dalla legge di Bilancio per il 2025. L'aliquota, che attualmente si attesta al 26%, dovrebbe salire al 42%, suscitando preoccupazioni tra gli investitori e gli operatori del settore. Freni, intervenendo su Radio Uno, ha definito questa misura come l'unica tassa ad essere aumentata nella manovra, auspicando che il Parlamento possa modificarla.
Il viceministro all'Economia, Maurizio Leo, ha sollevato la questione durante la presentazione della legge di Bilancio, evidenziando come un tale aumento del carico fiscale potrebbe disincentivare gli investimenti in criptovalute, penalizzando un settore già fragile e in crescita. Questo incremento, infatti, renderebbe i redditi derivanti dalle criptovalute soggetti a una tassazione più elevata rispetto ad altri investimenti finanziari, vanificando gli sforzi compiuti dall'OAM (Organismo Agenti e Mediatori) e dalla Banca d'Italia per promuovere la competitività del mercato italiano.
La proposta di aumento della tassazione ha trovato opposizione anche all'interno della stessa maggioranza di governo, con esponenti della Lega che si sono detti allineati con le posizioni di Elon Musk e Donald Trump, noti critici delle politiche fiscali restrittive nei confronti delle criptovalute. La questione, dunque, non riguarda solo l'aspetto economico, ma anche quello politico, con la Lega che cerca di mantenere una linea coerente con le proprie posizioni liberali e pro-investimenti.
In questo contesto, il dibattito sull'aumento della tassazione sui guadagni da bitcoin si inserisce in un quadro più ampio di discussione sulle politiche fiscali e sulla necessità di trovare un equilibrio tra la necessità di aumentare le entrate dello Stato e quella di non penalizzare eccessivamente gli investitori.




