Toro, serve un regista: 8 milioni per Nicolussi Caviglia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo quaranta giorni di preparazione e la prima, sofferta, prova ufficiale in Coppa Italia contro il Modena – vinta per un gol di Vlasic – il Torino di Marco Baroni ha ricevuto una conferma, che era anche un’amara lezione. La squadra, il cui ricambio organico è ormai a buon punto con gli arrivi di Anjorin, Ismajli, Ngonge, Israel, Simeone e Aboukhlal, necessita di un’ulteriore iniezione di qualità per compiere quel salto di idee che il club persegue. L’incontro, più che un semplice esame, è parso il terreno dove il nuovo allenatore ha piantato la prima bandierina di un percorso che, tuttavia, sconta ancora alcune evidenti lacune.

La partita ha infatti palesato due nodi cruciali che l’amministratore delegato Davide Vagnati intende sciogliere prima del debutto in campionato contro l’Inter di Cristian Chivu. Il primo riguarda il reparto offensivo, dove è emersa l’impraticabilità di utilizzare Adams come prima punta unica; una condizione che, unita al ritorno in forma di Zapata e alla vivacità mostrata da Simeone, potrebbe spingere Baroni verso l’adozione di un modulo con due attaccanti. Ma, al di là dello schieramento, è il secondo aspetto a essere dirimente: la carenza di inventiva nel centrocampo, che richiede a gran voce l’innesto di un regista.

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