Fire Emblem: Fortune's Weave, recensioni da record per l'esclusiva di Nintendo Switch 2

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le recensioni di Fire Emblem: Fortune's Weave sono arrivate e i numeri parlano chiaro. Il nuovo strategico a turni sviluppato da Intelligent Systems e pubblicato da Nintendo per Switch 2 ha debuttato con una media di 89 su Metacritic e 90 su OpenCritic, con una percentuale di raccomandazione da parte della critica specializzata pari al 95%.

Si tratta di uno dei punteggi più alti registrati nel 2026, un risultato che colloca il titolo ai vertici della produzione first-party Nintendo e che, secondo Polygon, lo pone al fianco di Three Houses come secondo miglior Fire Emblem di sempre per valutazione critica.

A colpire i recensori è soprattutto la portata dell'operazione. Fortune's Weave è ambientato nello stesso mondo di Three Houses, ma in una regione completamente diversa, Dagda, e la scelta narrativa di base è tanto semplice quanto dirompente: quattro protagonisti distinti — Cai, Dietrich, Theodora e Leda — le cui storie possono essere affrontate separatamente e in qualsiasi ordine, con progressi salvati individualmente per ciascun percorso.

Il risultato, secondo Eurogamer, è un intreccio di trame che non ricicla mai le stesse battaglie sugli stessi scenari, ma ricompone ogni conflitto in modo diverso a seconda della prospettiva scelta. La rivista britannica non ha dubbi: si tratta di uno degli strategici a turni migliori mai realizzati, con un combat system che abbandona il tradizionale triangolo delle armi in favore di debolezze più organiche legate all'equipaggiamento e alle Mosse Ardenti, abilità speciali che consumano punti vita in cambio di effetti potenti.

Nintendo ha confermato che il sistema di difficoltà mantiene la separazione tra le opzioni Normal e Hard e la gestione della morte permanente delle unità, storicamente associata alla modalità Classic. È possibile quindi giocare con il permadeath disattivato pur affrontando la campagna a difficoltà elevata, e viceversa.

La scelta, apparentemente marginale, ha implicazioni concrete sull'esperienza: come segnalato da Giant Bomb, alla difficoltà normale il gioco non presenta alcuna sfida significativa, il che rischia di rendere superfluo l'approccio a molte delle meccaniche gestionali più complesse.

Per chi cerca una sfida reale, la modalità difficile rappresenta il banco di prova su cui il design dei livelli — descritto da più testate come il più creativo della serie — dà il meglio di sé, con mappe che includono campi di forza da disattivare, artiglierie utilizzabili solo in condizioni meteorologiche favorevoli e terreni in cui la nebbia di guerra va dissolta turno dopo turno.

Tra una battaglia e l'altra, il gioco introduce un calendario che scandisce i giorni disponibili per esplorare la mappa del mondo, coltivare relazioni con i compagni, raccogliere risorse e completare incarichi secondari. I giorni funzionano come una valuta: alcune missioni ne concedono trenta o cinquanta, altre ne mettono a disposizione centotrenta, e la gestione oculata di questa risorsa diventa parte integrante della strategia.

Il sistema è stato accolto con favore dalla maggior parte dei recensori, che vi hanno riconosciuto una maggiore libertà rispetto alla struttura scolastica di Three Houses: chi non ha interesse per la componente sociale può ignorarla quasi del tutto e concentrarsi sulle battaglie, mentre chi vuole ottimizzare ogni aspetto trova materiale per decine di ore. Le critiche più ricorrenti riguardano invece la seconda parte della campagna, la cosiddetta Saga della Guerra, che secondo Multiplayer.

It snatura il ritmo del gioco riducendolo a una sequenza serrata di combattimenti e scene d'intermezzo, con l'esplorazione e la microgestione che scompaiono quasi del tutto.

La longevità del titolo varia sensibilmente a seconda dell'approccio. Nintendo Life, che ha completato tre dei quattro percorsi, riporta una durata di circa ottanta ore, mentre Eurogamer stima che un playthrough completo e accurato possa superare le duecento. Multiplayer.it, nella propria recensione, parla di centosessanta ore per arrivare ai titoli di coda, definendo il gameplay e le meccaniche di combattimento "l'apice della serie" nonostante qualche riserva sul finale.

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