Il caldo non dà tregua all’Italia: tre vittime e allerta in venti città

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia brucia sotto un sole implacabile, mentre l’ondata di calore che sta investendo la penisola in questi primi giorni di luglio si conferma tra le più intense del nuovo millennio. I termometri hanno sfiorato i 40 gradi in diverse regioni, trasformando le città in forni e mettendo a rischio la salute di chi, per età o condizioni fisiche, è più esposto alle conseguenze del clima torrido. A Genova, un uomo di 85 anni è morto per un improvviso scompenso cardiaco dopo essere stato ricoverato al San Martino in gravi condizioni di disidratazione.

In Sardegna, dove l’afa non ha risparmiato neppure le zone costiere, due tragedie hanno segnato la giornata di ieri. Bruno Rossi, 57 anni, impresario edile originario di Conegliano ma residente a San Pietro di Feletto, è stato stroncato da un malore mentre nuotava nella spiaggia di Lu Impostu, nel comune di San Teodoro. Pochi chilometri più a nord, sulla sabbia di Budoni, un turista di 75 anni proveniente da Terni ha perso la vita in circostanze simili.

Non è solo il Nordest, però, a fare i conti con l’emergenza. Ventiquattro città, da Milano a Roma, da Bologna a Napoli, sono in allerta rossa, con le autorità sanitarie che invitano a evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e a idratarsi costantemente. Gli ospedali, già sotto pressione, registrano un aumento degli accessi per colpi di calore e crisi ipertensive, mentre i servizi sociali intensificano i controlli sugli anziani soli, i più vulnerabili in queste condizioni.

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