La Lazio si gioca la finale a Bergamo, Zaccagni rompe il silenzio: “Vale una stagione”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è margine per l’errore, né spazio per i rimpianti. Alla vigilia della semifinale di ritorno di Coppa Italia, quella che mercoledì sera metterà di fronte Atalanta e Lazio sul campo della New Balance Arena con un solo verdetto possibile – l’accesso all’atto conclusivo di Roma –, il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni ha scelto parole pesanti come macigni. Intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset, il fantasista romano non ha usato giri di parole nel definire la posta in palio: “È una partita fondamentale per noi e per la nostra gente, siamo consapevoli che vale una stagione”. Una dichiarazione, la sua, che carica di significato una sfida già di per sé rovente, restituendo l’idea di uno spogliatoio che non intende nascondersi di fronte all’appuntamento più importante del proprio cammino. Per la Lazio, reducere dal pareggio per 2-2 dell’andata all’Olimpico, il conto alla rovescia è ormai scaduto e l’unico risultato possibile – lo si capisce dal tono di chi indossa la fascia – è il passaggio del turno.

L’errore dal dischetto e la fame di gol, Zaccagni rilancia: “Penso alla squadra”

C’è un fantasma, però, che il capitano della Lazio si porta ancora addosso, e non è quello degli avversari. Il rigore sbagliato contro il Napoli – un errore che pesa come un macigno nella testa di qualsiasi attaccante – non è stato ancora digerito del tutto, e Zaccagni lo ammette con una sincerità che non è mai debolezza. “Il gol mi manca molto”, ha confessato, lasciando trasparire quella frustrazione che solo chi vive di numeri e di reti può comprendere appieno. E tuttavia, in una sorta di conversione laica che lo trasforma da goleador a uomo-squadra, il numero 10 ha subito aggiunto una postilla destinata a spegnere qualsiasi polemica: “Non voglio pensarci, prima di tutto devo fare bene per la squadra e aiutarla ad arrivare al risultato”. Una presa di posizione, la sua, che suona come una liberazione: il peso dell’errore non condizionerà la gara di Bergamo, o almeno questa è la promessa che Zaccagni fa ai tifosi e a se stesso. L’abbraccio ricevuto dai sostenitori nel pomeriggio, alla vigilia della partenza, è stato per lui una scarica di adrenalina pura: “Oggi è stato bellissimo, ci ha caricato”.

L’analisi tattica di Zaccagni: “Atalanta simile al Napoli, ma all’andata potevamo vincere”

Sul piano squisitamente tecnico, Zaccagni ha dimostrato di avere le idee chiare, e la sua analisi dell’avversario di giornata tradisce lo studio meticoloso della vigilia. La Dea di Raffaele Palladino, secondo il capitano biancoceleste, presenta caratteristiche che ricordano da vicino quelle del Napoli: “Sappiamo che loro hanno doti fisiche e tecniche importanti, andremo a sfidare un gruppo che gioca in modo simile al Napoli”. Un parallelo, questo, che non è affatto casuale, visto che la Lazio arriva da una buonissima prestazione proprio sul campo degli azzurri, una gara che ha ridato morale e convinzione all’ambiente. Ma Zaccagni non si ferma ai complimenti verso l’avversario, anzi, rivendica con forza quanto di buono fatto all’andata: “All’Olimpico potevamo vincere, ci siamo andati vicini con il gol nel finale. Con il pareggio ripartiamo da zero, così come loro: dovremo dare il massimo”. Una lettura lucida, che restituisce l’idea di una semifinale ancora perfettamente in bilico, dove il fattore campo potrebbe contare meno della fame e della determinazione.

L’addio dei tifosi e l’abbraccio a Fiumicino, la Lazio vola a Bergamo con un ottantina di sostenitori

Se il fattore campo è stato ribaltato dalla formula della doppia sfida, a pesare sull’atmosfera di Bergamo sarà invece l’assenza – dolorosa e pesante – del sostegno diretto dei tifosi. Zaccagni stesso non ha potuto fare a meno di sottolineare il rammarico: “Peccato che i tifosi non ci saranno domani”. Un dispiacere, il suo, che suona ancora più grande dopo la scenografia vista nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino. Un’ottantina di sostenitori, infatti, ha accolto la squadra al terminal 5 intonando cori come “Forza Lazio ale’” e “Vincere, vincere, la curva nord vuole vincere”. Tra selfie, autografi e un tifo incessante, i biancocelesti sono saliti a bordo dei due pullman che li hanno condotti all’imbarco, con Maurizio Sarri – uno dei primi a scendere – letteralmente sommerso dall’affetto dei presenti. Un abbraccio collettivo, quello di Fiumicino, che prova a coprire il vuoto lasciato dall’assenza nello stadio, una spinta emotiva che la squadra dovrà trasformare in determinazione sul campo.

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