Il fratello del piccolo Domenico e la domanda di giustizia: “Fagliela pagare”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel dolore privato della famiglia Caliendo, un dolore che si è trasformato in un caso nazionale per le sue implicazioni sulla sanità e sulla fiducia nel sistema dei trapianti, affiorano i frammenti di un dialogo intimo e devastante. È il fratello maggiore di Domenico, un bambino, a rivolgersi alla madre, Patrizia, con una richiesta secca, tagliente nella sua semplicità infantile, ma che pesa come un macigno sulle sorti di un'inchiesta già complessa. “Devi fargliela pagare”, avrebbe detto il figlio più grande alla donna, quella frase che Patrizia Mercolino ha poi scelto di condividere nel corso di una trasmissione televisiva, raccontando così non solo la perdita del piccolo di due anni, morto il 21 febbraio scorso, ma anche il modo in cui chi resta cerca di elaborare un lutto aggravato dal sospetto di un errore umano. Una frase, quella del fratello, che racchiude un'aspettativa di verità e che riecheggia ora nelle aule giudiziarie, dove la Procura di Napoli procede contro sette sanitari – il numero è recentemente lievitato includendo una dirigente medica del Monaldi – con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.

Le crepe nel sistema e le contestazioni alla procedura

L’indagine, affidata al sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, si concentra su quei passaggi che avrebbero dovuto garantire la sopravvivenza di un organo prezioso e che, invece, ne hanno determinato il danneggiamento irreversibile. Al centro delle verifiche, compiute anche dai Carabinieri del Nas di Trento presso l’ospedale San Maurizio di Bolzano, c’è la catena logistica che ha portato all’espianto del cuore da un donatore di quattro anni, avvenuto lo scorso 23 dicembre. Secondo quanto ricostruito e riportato in una relazione del Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano, inviata al Ministero prima che la situazione clinica di Domenico precipitasse, sarebbero emerse “significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli”. Contestazioni che toccano punti tecnici specifici, come la procedura chirurgica adottata durante il prelievo, che avrebbe richiesto un intervento correttivo d’urgenza da parte dell’équipe di Innsbruck, presente in sala operatoria per il prelievo di altri organi, e la gestione dell’anticoagulazione. Ma l’aspetto forse più discusso, quello che ha scioccato l’opinione pubblica, riguarda la dotazione tecnica con cui la squadra campana si è presentata: una quantità di ghiaccio definita insufficiente e l’utilizzo, per il trasporto, di una comune borsa frigo, un contenitore inadeguato che è stato poi sequestrato. Il cuore, arrivato a Napoli in condizioni critiche, congelato invece che mantenuto in ipotermia, venne comunque impiantato; i tre infermieri presenti in sala, sentiti dagli inquirenti, hanno parlato di un disperato tentativo di “scongelare il cuore con acqua fredda, poi tiepida, infine calda”.

Le richieste della famiglia e la posizione dell'ospedale di Bolzano

La madre del bambino, Patrizia Mercolino, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, non si è limitata a depositare in Procura la registrazione di un colloquio con il cardiochirurgo che eseguì l’intervento, un audio che potrebbe contenere elementi utili a chiarire la catena delle decisioni. La famiglia ha spinto per un inasprimento dell’ipotesi accusatoria, chiedendo che si valuti il dolo eventuale, un passaggio che trasformerebbe radicalmente la natura del procedimento. Nel frattempo, la battaglia legale si gioca anche su un altro fronte: quello della ricostruzione dei fatti. Il legale Petruzzi ha più volte puntato il dito contro ciò che definisce un tentativo di “occultamento” e ha sollecitato la direzione dell’ospedale Monaldi a convocare una conferenza stampa per chiarire la propria versione, dopo le accuse mosse dalla relazione bolzanina. Dall’Alto Adige, intanto, arrivano voci che allontanano responsabilità dirette per il personale del San Maurizio. L’assessore provinciale Hubert Messner ha ribadito la piena fiducia nell’operato dei propri collaboratori, sottolineando come la competenza e la responsabilità per la corretta conservazione e il trasporto dell’organo ricadano esclusivamente sul centro trapianti ricevente, in questo caso quello napoletano. Una linea confermata anche dall’Azienda sanitaria altoatesina, che ha più volte specificato come il proprio ruolo si limiti a supportare i team d’espianto, senza disporre di proprie procedure tecniche per le fasi successive.

Il giallo sulla ricostruzione e la richiesta di chiarezza

Mentre la Procura procede con gli accertamenti, che includono una perizia tecnica affidata a un consulente d’ufficio, emergono elementi che aggiungono ulteriore complessità al quadro. L’avvocato Petruzzi, al centro delle cronache giudiziarie, ha gettato luce su un aspetto paradossale della vicenda: secondo quanto riportato, in un primo momento la comunicazione ufficiale parrebbe aver fatto riferimento all’espianto del cuore danneggiato, un’ipotesi poi smentita dai fatti, dato che Domenico è morto con quell’organo nel petto. “Quello che vogliamo sapere”, ha dichiarato il legale, “è se l’ipotesi riportata dalla relazione di Bolzano e poi smentita – e cioè che il cuore danneggiato sia stato trapiantato ed espiantato – sia frutto di dichiarazioni mendaci fatte dal Monaldi al Centro Nazionale Trapianti o di una ricostruzione errata dell’azienda bolzanina”. Un nodo cruciale, questo, che getta ombre sulla chiarezza delle informazioni circolate nelle ore e nei giorni successivi all’intervento. La sensazione di smarrimento, amplificata da queste discrasie comunicative, si intreccia con il dolore privato di una famiglia che ha perso un bambino e con la necessità, come espresso dalla madre Patrizia, che “la giustizia va avanti e ora è arrivato il momento della verità”. Il fratellino che chiede alla mamma di far pagare ai responsabili quanto accaduto è, in questo scenario, la personificazione di un’attesa di giustizia che ora coinvolge non solo i diretti interessati ma l’intero paese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.