Windows 10, un addio annunciato: cosa cambia per milioni di utenti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L'aggiornamento cumulativo KB5066791, che rappresenta uno degli ultimi rilasci significativi per Windows 10 prima della cessazione del supporto ufficiale prevista per ottobre 2025, porta con sé, oltre a una serie di miglioramenti funzionali, importanti correzioni di sicurezza. Questo aggiornamento, che si inserisce nel solco del cosiddetto "Patch Tuesday" di ottobre, affronta un totale di 175 vulnerabilità critiche, tra le quali spiccano due zero-day, già sfruttate attivamente in ambienti reali prima che una patch potesse renderle innocue. La fine del ciclo vitale del sistema operativo, un passaggio epocale per molti, non impedisce dunque a Microsoft di distribuire, in questa fase conclusiva, interventi cruciali per la protezione dei dispositivi.
Il panorama degli aggiornamenti di sicurezza
Nel consueto appuntamento mensile con gli aggiornamenti, Microsoft ha distribuito un pacchetto di correzioni che affronta un numero considerevole di falle, alcune delle quali di gravità elevatissima. La presenza di due zero-day, definite tali quando il loro sfruttamento malintenzionato precede la divulgazione pubblica di una correzione, sottolinea l'importanza di applicare tempestivamente questi aggiornamenti, un'abitudine che diverrà sempre più complessa per gli utenti del sistema ormai prossimo al ritiro. Questa meticolosa opera di manutenzione della sicurezza, sebbene fondamentale, non altera il destino del sistema operativo, il cui percorso verso l'obsolescenza è ormai segnato.
La resistenza degli utenti e i dati allarmanti
Nonostante l'imminente fine del supporto, i dati raccolti da Kaspersky attraverso il suo network di sicurezza dipingono un quadro in cui la transizione verso Windows 11 procede a rilento. Oltre la metà degli utenti finali e quasi il 60% delle realtà aziendali continuano a fare affidamento su Windows 10, mentre solo un terzo degli utenti ha compiuto il passo verso l'ultima versione del sistema operativo. Questa inerzia, che si basa su uno studio condotto analizzando i dati anonimi forniti volontariamente dagli utenti, espone una platea vastissima a rischi crescenti per la privacy e l'integrità dei propri dati, una volta che il flusso di patch si sarà interrotto definitivamente.
Le opzioni per il futuro
Con il termine del supporto esteso, avvenuto il 14 ottobre 2025, Windows 10 è ufficialmente diventato un sistema "obsoleto", il che, sebbene non ne comprometta il funzionamento immediato, lo priva di qualsiasi aggiornamento futuro, compresi quelli di sicurezza. Per coloro che possiedono personal computer non compatibili con Windows 11 o che, semplicemente, non intendono effettuare l'upgrade, le strade percorribili si riducono sostanzialmente a due. Da un lato, è possibile aderire al programma a pagamento degli "Extended Security Updates", un'estensione temporanea della protezione offerta da Microsoft; dall'altro, si può valutare la migrazione verso un sistema operativo alternativo come Linux, una scelta che richiede una certa dimestichezza tecnica ma che garantisce continuità d'uso in un ambiente sicuro.




