Recuperato nel lago di Vico il corpo di Luigi Cavallari, marito della ministra Roccella
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Redazione Interno
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Un'attesa durata oltre un mese si è conclusa con il ritrovamento del corpo di Luigi Cavallari, l'ingegnere e docente universitario di 84 anni, marito della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella.
Le sue spoglie, disperse dal pomeriggio del 27 giugno nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo, sono state individuate dai sommozzatori della Polizia di Stato nel corso di una delle ultime battute delle ricerche, portate avanti senza sosta nonostante l'enorme complessità dovuta alla conformazione del fondale e alla scarsissima visibilità che caratterizza il bacino lacustre.
Un tuffo che si è trasformato in tragedia
Quel sabato, come ricostruito dagli inquirenti e dai testimoni, la coppia si trovava su una piccola imbarcazione nella zona del Lido dei Pioppi, quando Cavallari, forse a causa dell'afa, decise di fare un bagno rinfrescante. Dopo essersi tuffato, era riemerso per pochi istanti, riuscendo a dire di non sentirsi bene. Poi, prima che la barca, che non era ancorata, potesse avvicinarsi per prestargli soccorso, è scomparso sotto la superficie, senza più riemergere. Ad allertare immediatamente i soccorsi è stata la ministra Roccella, che ha assistito impotente alla scena.
I corpi dei soccorritori, con l'impiego di vigili del fuoco, carabinieri e guardia di finanza, si sono attivati da subito, dando il via a una macchina dei soccorsi che sarebbe durata circa 37 giorni.
Operazioni di ricerca complesse in un ambiente ostile
Le attività di ricerca si sono rivelate da subito estremamente difficili, a causa delle condizioni proibitive del lago di Vico. La scarsa visibilità, che già a pochi metri di profondità si riduce quasi a zero, e un fondale limaccioso e ricoperto di alghe hanno ostacolato ogni tentativo di individuare il corpo.
Per ovviare a questi problemi, come riportato dalle diverse agenzie di stampa, sono stati mobilitati nuclei di sommozzatori specializzati provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Teramo, Napoli, Reggio Calabria e Milano, che si sono alternati in immersioni per quasi un mese e mezzo. Le ricerche, coordinate dalla Prefettura di Viterbo, si sono avvalse di tecnologie sofisticate come sonar ad alta definizione e robot subacquei, senza che nulla venisse lasciato al caso.
Il ritrovamento e le parole della ministra
Il tragico epilogo è arrivato nella mattinata del 4 agosto, quando i sommozzatori della Polizia di Stato hanno individuato il corpo senza vita di Luigi Cavallari a una profondità di circa 19 metri, a poca distanza dalla riva, nella zona del Lido dei Pioppi, a Ronciglione. Il corpo è stato recuperato e portato a riva, dove sono iniziate le procedure per il riconoscimento ufficiale e le verifiche necroscopiche.
Le sue spoglie sono state poi trasferite all'istituto di medicina legale del Verano a Roma, dove la Procura di Viterbo ha disposto l'autopsia per chiarire definitivamente le cause del decesso. Al termine delle operazioni, la ministra Roccella ha voluto esprimere il suo ringraziamento attraverso una nota, definendo quello appena trascorso un periodo di "straziante attesa" che si chiudeva.
Ha ringraziato le forze dell'ordine, i vigili del fuoco, la prefettura e la comunità di Ronciglione per la vicinanza e l'impegno profuso, sottolineando che il ritrovamento della salma "restituisce a me, ai nostri figli, ai familiari e alle tante persone che l'hanno conosciuto e amato, la possibilità di quella 'corrispondenza d'amorosi sensi' che è il legame profondo tra i vivi e chi non è più in questo mondo".
Una vita tra accademia e riservatezza
Luigi Cavallari, figura stimata in ambito accademico, era un ingegnere che aveva dedicato la sua carriera all'insegnamento e alla ricerca. Per anni è stato professore di Tecnologia presso la Facoltà di Architettura dell'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara e per diversi anni ha ricoperto il ruolo di direttore del Dipartimento di Tecnologie dell'ambiente costruito.
Pur essendo il marito di una figura politica di primo piano, aveva sempre scelto di vivere lontano dai riflettori, mantenendo un profilo estremamente riservato e sostenendo la moglie con discrezione per tutto il loro lungo cammino insieme, un legame che la ministra stessa aveva più volte descritto come l'amore della sua vita.
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