Saldi online, tra occasioni e rischi: come navigare senza cadere nelle trappole digitali
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Redazione Economia
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Con l’arrivo dell’estate, i saldi portano con sé non solo promozioni allettanti ma anche un aumento esponenziale delle truffe digitali, sempre più sofisticate e difficili da riconoscere. Mentre i negozi fisici espongono cartelli con sconti vistosi, le piattaforme e-commerce si riempiono di offerte lampo, e le inbox degli utenti vengono inondate di mail che promettono occasioni irripetibili. È proprio in questo clima di frenesia che i cybercriminali trovano terreno fertile, sfruttando la distrazione e l’urgenza percepita dai consumatori.
Secondo le ultime rilevazioni, il fenomeno delle frodi online durante i periodi di saldi è in crescita, con tecniche che vanno dal phishing al cloning di siti famosi, passando per falsi coupon e annunci social ingannevoli. «Basta un click su un link apparentemente legittimo per ritrovarsi con il conto svuotato», spiega un esperto di cybersecurity, sottolineando come molti utenti, presi dall’entusiasmo dello sconto, trascurino verifiche fondamentali. Un esempio? Controllare che l’URL del sito corrisponda esattamente a quello ufficiale, evitando quelli con errori ortografici o domini sospetti.
D’altra parte, i dati economici mostrano un quadro contraddittorio: se da un lato l’ISTAT segnala una contrazione generale dei consumi, dall’altro Codacons stima che i saldi estivi 2025 genereranno un giro d’affari di 3,2 miliardi di euro. Un paradosso che si spiega con la maggiore cautela degli acquirenti, oggi orientati verso budget contenuti – il 63% non supera i 200 euro – e diffidenti verso sconti eccessivi, spesso percepiti come trappole commerciali.
In Trentino e Veneto, intanto, i primi bilanci parlano di segnali incoraggianti per il commercio locale, nonostante la concorrenza spietata dell’online e il progressivo ridimensionamento dei piccoli esercizi. «È un’opportunità fondamentale, anche se le famiglie spendono con prudenza», osserva Ivan Baratella, presidente dei Commercianti del Trentino, confermando una tendenza ormai consolidata: lo shopping fisico resiste, ma solo dove riesce a offrire un’esperienza tangibile che il web non può replicare.




