Sara Marzolino, la giovane attivista reggiana uccisa a Genova mentre attraversava la strada

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sara Marzolino, 22 anni, originaria di Reggio Emilia, è morta nella notte tra il 10 e l’11 maggio dopo essere stata investita da un’auto nel quartiere genovese di Dinegro. L’incidente, avvenuto intorno alle 4,30 del mattino in via Buozzi, ha stroncato la vita della studentessa universitaria, nota per il suo impegno nel movimento Fridays for Future e per la militanza antifascista. Stava attraversando la strada insieme a un’amica, rimasta illesa, quando è stata colpita in pieno da un veicolo di passaggio.

Iscritta al corso di Storia e scienze politiche all’Università di Parma, Sara divideva il suo tempo tra gli studi e l’attivismo, collaborando con il Laboratorio Aq16 di Reggio Emilia e dedicandosi al volontariato con l’associazione Città migrante. Già durante gli anni del liceo si era distinta per la sua voce forte nelle battaglie ambientaliste, diventando portavoce del movimento ispirato da Greta Thunberg nella sua città. Chi l’ha conosciuta la descrive come una ragazza “lucida e appassionata”, capace di unire l’impegno sociale a una personalità generosa.

Le indagini sulla dinamica dell’incidente sono ancora in corso, ma al momento non emergono elementi che facciano pensare a una fuga del conducente. Gli accertamenti si concentrano sulle cause dello scontro, incluso l’eventuale eccesso di velocità o la scarsa visibilità nella zona, dove l’illuminazione pubblica è spesso oggetto di segnalazioni.

Intanto, a Reggio Emilia, amici e compagni di militanza l’hanno ricordata con un commosso messaggio: “Sara, luce preziosa, continueremo le tue battaglie”. Il Laboratorio Aq16, di cui faceva parte, ha condiviso sulle reti sociali una sua foto sorridente, accompagnandola con le parole “Bella ciao, splendida ragazza antifascista”. Quella di Sara era una presenza radicata nei circuiti della sinistra giovanile, dove si batteva per i diritti delle minoranze e la giustizia climatica, temi che aveva portato anche nelle piazze studentesche di Parma.

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