Wimbledon, Sinner domina ma l’ombra del "gatto nel sacco" è sempre in agguato
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Redazione Sport
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Ci sono voluti appena 99 minuti per chiudere un secondo turno che, sulla carta, sembrava già scritto. Jannik Sinner, numero 1 del seeding, ha fatto suo il match contro l’australiano Vukic senza concedere spazio a sorprese, confermandosi tra i grandi favoriti del torneo. Eppure, come ricorda quel vecchio adagio che a Wimbledon suona più britannico che mai – "Don’t count your chickens before they hatch" –, il tennis è un sport che tradisce chi si affretta a cantare vittoria. Persino una partita apparentemente in discesa può riservare colpi di scena, e Sinner, che pure ha mostrato una forma impeccabile, sa bene che il percorso verso gli ottavi non è mai una passeggiata.
Ad attendere l’italiano nel terzo turno c’è Pedro Martinez, numero 52 ATP, tennista capace di picchi di lucidità ma noto per una certa fragilità mentale quando la pressione sale. Gli esperti scommettono su un inizio aggressivo da parte di Sinner, che punterà a strappare subito il servizio allo spagnolo per prendere le redini del match. Martinez, dal canto suo, ha dimostrato in passato di soffrire contro giocatori in grado di variare ritmo e profondità dei colpi, proprio come fa il sudtirolese. Se il primo set dovesse seguire questo copione, le quote suggeriscono almeno due break a favore dell’azzurro.
Mentre Sinner cerca l’accesso agli ottavi per il quarto anno consecutivo, il quadro del torneo si è già sfoltito di alcune teste di serie. A lasciare prematuramente l’erba londinese sono stati Tommy Paul e, soprattutto, Scott Draper, il numero 4 del mondo su cui il pubblico britannico riponeva grandi speranze. Una delizia per gli italiani, che invece vivono un momento diametralmente opposto: oltre a Sinner, anche Flavio Cobolli e Luciano Darderi hanno regalato soddisfazioni, eliminando rispettivamente Pinnington Jones e il giovane Fury, altro nome caro ai locali.




