Vannacci: "Il femminicidio non esiste". E il padre di Ilaria Sula chiede rispetto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Il presidente del consiglio decida la data delle elezioni politiche – ha dichiarato Roberto Vannacci, con la consueta enfasi che contraddistingue i suoi interventi pubblici, nel corso della giornata conclusiva dell’assemblea costitutiva di Futuro nazionale –, noi siamo pronti anche domani, perché il nostro partito è già in trincea”.

Così il leader del nuovo movimento ha lanciato una sfida aperta al centrodestra, rivendicando con forza l’indipendenza della sua creatura politica: “Io ho fondato un partito indipendente – ha spiegato – e le alleanze si discutono prima delle elezioni; se qualcuno riterrà opportuno allinearsi alle nostre linee rosse, ne parleremo”.

Parole che arrivano mentre i vertici di Fratelli d’Italia e degli altri partner di coalizione valutano, con molta cautela, come gestire l’ascesa di questa forza politica che, stando agli ultimi sondaggi, veleggia stabilmente oltre la soglia del quattro per cento.

La teoria della “vera parità” e la bufera sulle dichiarazioni

A fare il giro del web e a scatenare le reazioni più dure, però, non è stata solo la sfida elettorale, bensì l’ultima uscita del generale in materia di giustizia: “Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri – ha affermato Vannacci, scatenando un immediato vespaio di polemiche – perché uomini e donne sono uguali e non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri; un reato, quindi, non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette”.

Durante la conferenza stampa, il leader di Futuro nazionale ha aggiunto che non serve una fattispecie specifica, paragonando la violenza di genere a quella sugli anziani (“non esiste un ‘anzianicidio’”, ha detto per sostenere la sua tesi), e ha esteso il ragionamento al mondo del lavoro, chiedendosi retoricamente perché non si prevedano quote rosa per i fabbri o i muratori, visto che le stesse vengono applicate per i politici e i dirigenti.

La replica straziante di un padre: “Non è la stessa cosa”

A rispondere a queste parole, che hanno suscitato imbarazzo anche tra alcuni parlamentari dello stesso partito (soprattutto tra le donne elette nelle sue liste), è stata la voce di chi quel dramma lo vive ogni giorno sulla propria pelle. Flamur Sula, il padre della giovane Ilaria – la studentessa ventiduenne uccisa a Roma dall’ex fidanzato, che ne nascose il corpo dentro una valigia abbandonata in un dirupo nel comune di Poli, alle porte della Capitale – ha infatti chiesto rispetto per la memoria della figlia e per tutte le altre vittime.

“Nostra figlia ci è stata portata via senza un perché, senza un motivo – ha dichiarato con il tono spezzato dal dolore –; il femminicidio e l’omicidio sono due cose ben diverse”. Ogni settimana, ha raccontato, lui e sua moglie tornano nel luogo dove è stato ritrovato il corpo di Ilaria, dove hanno fatto realizzare una lapide con la sua foto; si fermano lì per ore a piangere e a parlare con lei, perché, contrariamente a quanto si dice, il tempo non lenisce la ferita, ma anzi, rende ancora più atroce la consapevolezza che la loro bambina non tornerà più a casa.

“Bisogna portare rispetto a mia figlia – ha concluso il padre – e a tutte le altre donne che per colpa di un uomo non ci sono più”.

La sfida al centrodestra e le linee del programma

Oltre al fuoco di fila sulla questione giudiziaria, l’assemblea costitutiva è servita a Vannacci per mettere nero su bianco i punti cardine del suo programma, un manifesto che guarda a una destra sociale e sovranista senza troppi giri di parole. “L’Italia è la casa degli italiani – ha affermato – e non ci deve più essere ragione di avere paura per le nostre donne, i nostri figli e i nostri anziani”.

Tra le proposte più discusse spicca la soglia massima del quattro per cento di immigrati sul territorio nazionale, il ritorno al lavoro a quattordici anni (con il libretto di lavoro) perché “se non lavori non mangi”, e una scuola “dura e selettiva” che non sia un laboratorio di indottrinamento ideologico o un “centro di formazione del Pd”. Sul fronte della giustizia, il leader di FnV è stato categorico: “Nessuno tocchi Caino? No, nessuno tocchi Abele.

Caino va in carcere”, e per chi stupra e uccide ci sarà solo la tolleranza zero, con l’immediato rimpatrio dei detenuti non italiani per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario.

Non sono mancati i riferimenti alla cultura pop – con l’appropriazione di “Via del Campo” di De André e la scelta di “Futura” di Lucio Dalla come possibile inno –, né l’appello ai “camerati” (termine usato pubblicamente da un suo dirigente) per un ritorno alle origini, in una platea che ha tributato ovazioni a chi, come l’ex sindaco Gianni Alemanno, ha inviato una lettera di sostegno dal carcere.

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