La BNS lascia il tasso allo 0% e rivede al rialzo le stime sul PIL

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso di mantenere invariato il tasso guida allo 0,0%, il livello in vigore dal giugno 2025. La scelta, ampiamente attesa dagli analisti, arriva in una fase in cui altre grandi banche centrali hanno imboccato la direzione opposta: sia la Banca centrale europea sia la Federal Reserve hanno infatti aumentato il costo del denaro nelle rispettive riunioni di settembre.

L'istituto elvetico ha invece giudicato ancora adeguata l'attuale impostazione monetaria, considerandola appropriata per mantenere l'inflazione nell'area di stabilità dei prezzi e per sostenere l'andamento dell'economia.

Il franco si indebolisce sui mercati

Sul fronte valutario, il franco svizzero ha perso nettamente terreno all'indomani delle decisioni di politica monetaria. Il dollaro ha raggiunto il livello più alto da circa sedici mesi rispetto alla divisa elvetica, mentre l'euro è tornato a risalire stabilmente al di sopra della soglia di 0,94 franchi. Nel corso della conferenza stampa, il presidente della Direzione generale della BNS Martin Schlegel si è soffermato proprio sul tema del cambio.

Dall'esame condotto a giugno, ha osservato, la moneta elvetica si è deprezzata di circa il 3% su base ponderata per il commercio estero, un movimento che risulta «in linea con l'ampliamento del differenziale dei tassi d'interesse tra le grandi aree valutarie e la Svizzera». Il riferimento è anzitutto agli Stati Uniti e all'eurozona, dove il costo del denaro è stato recentemente ritoccato verso l'alto.

Secondo Schlegel, anche i tassi a lungo termine in Svizzera sono leggermente aumentati, ma in misura meno marcata rispetto all'estero, rendendo così la valuta nazionale relativamente meno attraente per gli investitori.

Previsioni di crescita riviste al rialzo

La Banca nazionale ha inoltre rivisto in modo significativo le proprie previsioni di crescita per l'anno in corso. In occasione dell'analisi trimestrale della situazione economica e monetaria, l'istituto ha indicato per il prodotto interno lordo un intervallo compreso tra l'1,5% e il 2,0%, in netto miglioramento rispetto al dato di circa l'1% ipotizzato a metà giugno. Per il 2027 la BNS continua a prospettare un tasso di crescita di circa l'1,5%.

A sostenere l'attività economica contribuiscono, secondo la banca centrale, gli impulsi provenienti dall'economia mondiale, la politica monetaria espansiva e il deprezzamento del franco, che favorisce in particolare le aziende orientate all'esportazione.

Inflazione e contesto internazionale

Sul fronte dei prezzi, l'inflazione in Svizzera è risalita allo 0,8% in agosto, trainata principalmente dal rincaro dell'energia. La BNS prevede che la pressione inflazionistica aumenti ancora leggermente nel quarto trimestre del 2026, per poi ripiegare nel corso del 2027, quando il rincaro energetico dovrebbe attenuarsi. Nella media annua, l'istituto stima un'inflazione allo 0,7% per il 2026, allo 0,8% per il 2027 e allo 0,8% per il 2028, previsioni leggermente riviste al rialzo rispetto a giugno anche a causa del deprezzamento della valuta.

Il quadro internazionale resta segnato dall'incertezza legata alla situazione in Medio Oriente e alla politica commerciale. La BNS ha ribadito che, se necessario, rimane pronta a intervenire sul mercato dei cambi per orientare l'andamento della moneta elvetica.

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