Scommesse nel calcio, indagati anche i quattro «romani» Florenzi, Zaniolo, Cancellieri e Paredes

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alessandro Florenzi, ex bandiera della Roma, Nicolò Zaniolo, una volta considerato il futuro giallorosso, Leandro Paredes, pilastro dell’era Ranieri, e Matteo Cancellieri, meteora laziale, sono finiti nel mirino dell’inchiesta sulle scommesse illegali che sta scuotendo il mondo del calcio. Un caso esploso dopo le confessioni di Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, già coinvolti un anno fa e ora accusati di aver fatto da intermediari per i gestori delle piattaforme clandestine.

Tonali, oggi al Newcastle ma per tre anni al Milan, ha ammesso di aver scommesso su partite in cui era in campo, sebbene – come tiene a precisare – «sempre a favore della mia squadra». Pur riconoscendo di aver violato le regole, nega qualsiasi tentativo di alterare i risultati: «Non mi sono mai venduto una partita». Il reato, tuttavia, sussiste: il Codice di Giustizia Sportiva vieta ai calciatori di puntare su incontri ufficiali, anche senza conflitto d’interessi.

L’inchiesta, che coinvolge una dozzina di giocatori di Serie A, non riguarda partite truccate ma l’utilizzo di siti illegali, un mercato nero che muove circa 20 miliardi l’anno. I pagamenti avvenivano attraverso acquisti fittizi, come orologi di lusso, per mascherare i movimenti di denaro. Tra i nomi emersi, spicca quello di Tommaso De Giacomo, soprannominato "il professore" in omaggio a "La Casa di Carta", descritto dai calciatori come «calvo, alto e con la barba».

Fagioli e Tonali, secondo le indagini, non cercavano profitti – con stipendi milionari, il movente sarebbe stato piuttosto la noia – ma favorivano l’adesione di altri colleghi. In una chat, Fagioli avrebbe scritto a un gestore: «Caricami, ti porto clienti», mentre Zaniolo, in un altro scambio, avrebbe promesso regali in cambio di credito.

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