Il ritorno dell’odio: il cinematic di apertura di “Diablo IV: Lord of Hatred” getta ombre sulla sorte di Neyrelle
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Blizzard Entertainment ha diffuso nelle scorse ore il trailer d’apertura ufficiale di “Diablo IV: Lord of Hatred”, l’espansione destinata a chiudere – o quantomeno a rivoluzionare – l’arco narrativo legato a Mefisto, il Primo Maligno che da sempre incarna l’essenza più tossica e corrosiva dell’odio. Il filmato, interamente realizzato in computer grafica, conferma le straordinarie capacità del reparto cinematico dello studio americano; non è certo un caso, neanche a dirlo, se la stessa software house stia attualmente prestando la sua consulenza tecnica a Playground Games proprio per la realizzazione delle sequenze animate di “Fable”. Il video, pubblicato a una settimana esatta dal lancio previsto per il 28 aprile, non si limita a essere un semplice specchietto per le allodole, ma entra subito nel vivo degli eventi mostrandoci le condizioni critiche in cui versa Neyrelle, la giovane erede della tormentata storia del santuario.
La profezia della lancia di luce e il crollo psicologico del Primo Maligno
La sequenza d’apertura, a dir poco claustrofobica, ci restituisce l’immagine di una Neyrelle ormai sull’orlo del baratro: la pietra dell’anima che contiene Mefisto continua a divorare la sua psiche, offuscando il confine tra realtà e allucinazione. È in questo contesto di disperazione assoluta che fa capolino una figura apparentemente salvifica, un’entità che indossa le spoglie di Akarat, il fondatore della fede zakarumita; la creatura cerca di convincere la ragazza che non esiste via di scampo, che i suoi tentativi di ribellione sono vani perché ormai appartiene già a lui. Tuttavia, è proprio nel momento di massima tensione che Neyrelle ribalta la situazione: grazie alla connessione forzata con l’incubo demoniaco, ha avuto accesso ai pensieri più reconditi del Signore dell’Odio, scoprendo un futuro di tenebre assolute e, soprattutto, una crepa nella sua armatura di immortale autocontrollo. Pronunciando una profezia che parla di una “lancia di luce in grado di trafiggere il cuore dell’Odio”, la ragazza scatena l’ira omicida di Mefisto. Un gesto estremo, quello del demone, che trasforma la prigione mentale in una scena del crimine: non ci sono dettagli espliciti sulla sorte della ragazza, ma il messaggio che lei stessa affida alla zampa di un corvo prima del colpo di scena suggerisce un epilogo tragico, trasformando il suo sacrificio nel possibile grimaldello per la salvezza del mondo.
Due nuove classi e il ritorno del Paladino tra le meccaniche rivoluzionate
Se il comparto narrativo punta tutto sulla tensione apocalittica, non bisogna dimenticare che “Lord of Hatred” si presenta anche come un aggiornamento strutturale profondo del gioco base. Seguendo lo schema già sperimentato con la precedente espansione “Vessel of Hatred”, Blizzard introduce una nuova regione giocabile – la storica area di Skovos, culla della prima civilizzazione e teatro del confronto tra angeli e demoni – e una campagna che estende l’arco narrativo principale. La vera novità, questa volta, è rappresentata dall’arrivo simultaneo di ben due nuove classi: lo Stregone, un incantatore votato alle arti proibite e in grado di evocare demoni al proprio servizio, e il Paladino. Quest’ultimo, in particolare, rappresenta il ritorno di un’icona assoluta del franchise; la gestione del suo rilascio è stata peraltro atipica, perché il cacciatore di demoni con l’armatura pesante e le aure benedette è stato reso disponibile immediatamente a chiunque effettuasse il preordine dell’espansione. Ne consegue, pertanto, che al momento dell’uscita prevista per il 28 aprile su PC, Xbox e PlayStation, i fan più accaniti lo conosceranno già profondamente, avendo avuto il tempo di testarne le abilità e le sinergie.
L’ossessione per il bottino e le sfide infinite nel post-campagna
Blizzard, consapevole che la longevità di un action RPG si gioca nella fase finale del gioco, ha deciso di rivedere pesantemente anche il cosiddetto “endgame”. Il nuovo sistema, denominato “Piani di guerra”, permetterà ai giocatori di personalizzare la propria progressione creando playlist di attività e sovrapponendovi modificatori strategici per aumentare la difficoltà e, di conseguenza, la qualità della ricompensa. A completare l’offerta ci penserà la nuova modalità “Echi d’Odio”: una sfida orizzontale basata su ondate infinite di nemici dalla difficoltà crescente, che metterà alla prova la tenuta dei build più estremi. Con un prezzo di listino fissato a 39,99 euro per l’edizione standard, il pacchetto si propone di raccogliere l’eredità di un anno di aggiornamenti, cercando di convincere anche i giocatori più scettici che la lotta contro il Primo Maligno merita un’ultima, sanguinosa chance.




