Bff Bank, la procura di Milano apre un fascicolo per presunto falso in bilancio
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Redazione Economia
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La Procura di Milano ha messo nel mirino Bff Bank, la banca specializzata nel factoring verso la pubblica amministrazione un tempo nota come Farmafactoring, aprendo un fascicolo d'indagine che ipotizza il reato di falso in bilancio. L'inchiesta, della cui esistenza si è appreso attraverso le pagine di Milano Today e che è stata successivamente confermata dalla stessa società, non rappresenta una novità assoluta per i vertici dell'istituto: la banca, infatti, ha comunicato di essere già a conoscenza dell'esistenza di indagini preliminari a suo carico, facendo sapere che queste sarebbero state avviate, stando a quanto consta alla società, alla fine del 2023 e che si troverebbero ancora nella loro fase istruttoria -1-7. Un aspetto, questo, che sposta inevitabilmente indietro le lancette della vicenda giudiziaria, collegandola a un periodo storico in cui le ispezioni di Banca d'Italia non avevano ancora portato ai noti provvedimenti restrittivi sulla distribuzione dei dividendi.
Il fulcro dell'attenzione dei magistrati milanesi, che ora attendevano probabilmente proprio gli esiti del nuovo sopralluogo degli ispettori di Palazzo Koch per orientare al meglio le loro verifiche, si concentra sull'accuratezza e la trasparenza delle rappresentazioni contabili fornite dalla banca negli ultimi esercizi -3. Un'attenzione che non può essere disgiunta dal contesto più ampio di controlli che ha visto la Consob, parallelamente, attivarsi per far luce sulle ragioni profonde del crollo verticale del Titolo in Borsa, un tracollo che in poco più di due settimane ha eroso oltre la metà del valore di mercato dell'istituto e che, il 17 febbraio, ha fatto segnare un ulteriore calo di circa il 6%, portando le quotazioni attorno ai 3,6 euro -7. Un ribasso, quest'ultimo, che non è stato arginato neppure dalla precisazione con cui Bff ha voluto ribadire che le recenti azioni straordinarie, come gli accantonamenti straordinari da 95 milioni e la revisione al ribasso delle stime sul 2026 annunciate a inizio mese, sono frutto di autonome valutazioni del management e non sono state sollecitate da alcun intervento esterno -1.
L'inchiesta della Procura, stando a quanto ricostruito, non riguarderebbe solo i bilanci in sé, ma potrebbe estendersi anche alla comunicazione che la banca ha fornito al mercato in merito alle proprie esposizioni e ai propri metodi di valutazione delle stesse, in particolare quelle legate ai crediti verso la pubblica amministrazione. Una prassi, quella della classificazione di tali esposizioni, che era già stata al centro dei rilievi mossi da Banca d'Italia nel corso dell'ispezione condotta nella primavera del 2024, quella stessa ispezione che aveva portato al divieto di distribuire i dividendi, poi rientrato lo scorso novembre -2-3. E proprio in seguito a quella verifica, che aveva messo in discussione alcune politiche contabili, chiedendo maggiori accantonamenti, che l'istituto di credito ha avviato un percorso di de-risking che ha portato, nelle settimane successive, alle dimissioni dell'amministratore delegato Massimiliano Belingheri e a una profonda riorganizzazione interna -5.




