L'imprenditore Maggio nega ogni legame con il sito Phica.eu
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Redazione Interno
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Mentre infuriavano le polemiche per la chiusura, da parte di Meta, della pagina Facebook “Mia Moglie” lo scorso 20 agosto, il sito “Phica.net” – poi diventato “Phica.eu” – rimaneva attivo. L’amministratore lo avrebbe chiuso soltanto otto giorni dopo, il 28 agosto, a seguito della denuncia pubblica di un’influencer. In quel lasso di tempo, alcune sezioni particolarmente odiose del forum sono state rimosse; fra queste, una guida che spiegava metodicamente agli iscritti come occultare microtelecamere negli spogliatoi delle palestre e nei camerini dei negozi per rubare immagini di ignare donne.
Il fenomeno, che vantava oltre trentamila utenti registrati, solleva interrogativi profondi sulla natura di certe derive maschiliste. Si tratta soltanto di un’espressione perversa di una cultura consumistica, che dopo aver ridotto gli oggetti a merce usa e getta fa lo stesso con le persone? Oppure, come alcuni osservano, è l’ultimo sintomo di una presunta supremazia maschile che, nonostante le leggi paritarie, considera ancora la donna una proprietà da esibire e, in questo caso, da svendere? Il solo fatto che l’iscrizione fosse riservata agli uomini delinea un quadro inquietante, un mesto rituale fra maschi basato sulla violazione della privacy e sulla svalutazione sistematica della figura femminile.




