Turista 18enne denuncia stupro in spiaggia a Rimini, indagato 20enne albanese: "È stato consensuale"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una vacanza estiva sulla Riviera romagnola si è trasformata in un incubo per una turista tedesca di 18 anni, che nella notte tra il 5 e il 6 luglio scorsi ha denunciato di aver subito una violenza sessuale su una spiaggia di Rimini sud. A finire nel registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di violenza sessuale, è un giovane di 20 anni di origine albanese, residente in città e incensurato, il quale respinge con forza le accuse sostenendo la piena consensualità del rapporto.

La procura di Rimini, che ha aperto un fascicolo per fare luce sull'accaduto, ha già richiesto l'incidente probatorio per sentire la testimonianza della 18enne prima di un eventuale dibattimento.

La serata in discoteca e l'appartamento in spiaggia

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, la giovane turista si trovava in Riviera con due amiche per trascorrere le vacanze estive quando, come spesso accade in questi contesti, il trio ha conosciuto un gruppo di ragazzi riminesi con cui ha iniziato a socializzare nei giorni precedenti. La serata dei fatti, quella di domenica 5 luglio, era stata trascorsa in una discoteca cittadina, dove i due gruppi di amici si erano dati appuntamento: la 18enne con le sue due amiche e il 20enne con i suoi compagni.

All'interno del locale, tra la ragazza e il giovane sono iniziati i primi approcci, con baci ed effusioni che non sarebbero passati inosservati ai presenti. Dopo aver consumato alcune bevande alcoliche, la comitiva avrebbe poi deciso di spostarsi all'esterno sul lungomare Spadazzi, per poi appartarsi sulla spiaggia di uno stabilimento balneare.

Le accuse e la versione del 20enne

Una volta in spiaggia, secondo la denuncia presentata dalla ragazza, il 20enne l'avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà, approfittando anche del suo stato di alterazione dovuto all'alcol. La giovane, che secondo quanto riportato non si sarebbe successivamente sottoposta a cure mediche, ha raccontato di essere tornata sconvolta dalle amiche e di aver subito chiamato la polizia di Stato, intervenuta nell'immediatezza dei fatti già nella giornata di lunedì 6 luglio.

Di fronte agli inquirenti, il 20enne ha offerto una versione diametralmente opposta, dichiarandosi innocente e sostenendo che il rapporto sessuale ci fu ma con il pieno consenso della 18enne. Il ragazzo, difeso dall'avvocato Massimiliano Orrù, ha inoltre consegnato spontaneamente i propri indumenti agli agenti per consentire gli accertamenti del caso.

Le indagini in corso

Il fascicolo, coordinato dal pubblico ministero Luca Bertuzzi, si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e il giovane, indagato a piede libero per violenza sessuale, gode ancora della presunzione di innocenza. Gli inquirenti hanno già provveduto a sequestrare gli indumenti di entrambi i ragazzi coinvolti e hanno sentito la versione dei fatti sia degli amici della turista tedesca che di quelli del 20enne.

Sono stati ascoltati anche gli addetti alla sicurezza presenti quella notte nell'area dello stabilimento balneare. Viste la complessità del caso e la residenza della vittima all'estero, la procura ha richiesto al giudice per le indagini preliminari di procedere con un incidente probatorio, che consentirebbe di raccogliere la testimonianza della 18enne in forma anticipata e utilizzarla in un eventuale futuro dibattimento.

Tale istituto non rappresenta un accertamento della responsabilità dell'indagato, ma una misura per mettere al sicuro una prova delicata.

Un episodio che si inserisce in un contesto più ampio

La vicenda della 18enne tedesca non è purtroppo un caso isolato nella stagione turistica riminese. Come ricostruito, nella notte tra il 20 e il 21 giugno, durante il weekend della Notte Rosa, una ragazza di 23 anni di origini marocchine aveva denunciato di aver subito una violenza sessuale sulla spiaggia di Viserba, e in quel caso sarebbe stata anche minacciata con un coltello da un giovane che poi è fuggito.

Un altro episodio, risalente invece al 2021 a Cattolica, aveva visto un 54enne di Crevalcore condannato a sei anni e mezzo per la violenza ai danni di una turista milanese di 22 anni addormentata su un lettino. Due vicende che evidenziano come le spiagge della Riviera, spesso percepite come luoghi di svago e spensieratezza, possano talvolta trasformarsi in teatro di gravi episodi di violenza.

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