Tour de France 2026, la classifica dei guadagni: Pogacar domina anche nel portafogli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'ultima edizione del Tour de France, quella che ha incoronato per la quinta volta Tadej Pogacar, ha regalato non solo emozioni e colpi di scena ma anche, come tradizione vuole, la curiosità di scoprire quanto i corridori abbiano effettivamente guadagnato al termine della corsa. Il calcolo, come ogni anno, è stato affidato al minuzioso lavoro del quotidiano 'L'Equipe', che ha stilato una classifica dei compensi accumulati dai protagonisti della Boucle, considerando i premi in denaro distribuiti in base alle tappe, alle classifiche e ai vari traguardi intermedi.

E, a dispetto di qualsiasi pronostico, il nome che svetta in cima a questa speciale graduatoria è sempre lo stesso, quello del fuoriclasse sloveno della UAE Emirates XRG, la cui superiorità in strada si è tradotta in un'altrettanto schiacciante supremazza anche nel conto in banca.

I numeri del bottino di Pogacar e degli inseguitori

Il bottino complessivo messo in palio dagli organizzatori del Tour, come da tradizione, si aggira attorno ai 2,5 milioni di euro, una cifra che viene suddivisa tra i vari protagonisti seguendo un regolamento piuttosto articolato. La fetta più sostanziosa, come è facile immaginare, è riservata al vincitore della classifica generale, che si porta a casa un assegno da 500.000 euro.

Tadej Pogacar, grazie alla sua ennesima prestazione da dominatore, ha quindi intascato quella somma, ma a questa si devono aggiungere i premi giornalieri per le vittorie di tappa, per il mantenimento della maglia gialla e per i successi nei traguardi volanti e nei Gran Premi della Montagna. Stando ai calcoli de 'L'Equipe', il guadagno totale del campione sloveno si aggirerebbe intorno agli 800.000 euro, una cifra che lo pone in testa a questa speciale classifica davanti ai suoi diretti rivali.

Al secondo posto, in questa graduatoria del portafogli, si trova Jonas Vingegaard, il danese della Visma-Lease a Bike, che pur non riuscendo a impensierire la superiorità di Pogacar ha saputo conquistare il podio e diverse tappe, portando a casa un compenso stimato in circa 350.000 euro. Il terzo gradino del podio dei guadagni è occupato da Remco Evenepoel, il giovane talento belga della Soudal-Quick Step, che ha chiuso il Tour con un bottino di poco superiore ai 200.000 euro, grazie a una corsa offensiva e a qualche piazzamento di prestigio.

Queste tre cifre, per quanto ragguardevoli, raccontano solo in parte il flusso di denaro che circola all'interno del circuito professionistico.

I compensi delle squadre e dei gregari

Oltre ai premi individuali, una parte consistente del montepremi viene destinata alle squadre, che si dividono i compensi in base alla classifica a squadre e alle vittorie di tappa. La UAE Emirates XRG, la formazione che ha fatto da cornice alle imprese di Pogacar, ha ovviamente incassato la cifra più alta, superando il milione di euro complessivi tra premi di tappa e classifica.

Questa somma, tuttavia, non finisce interamente nelle casse della squadra, ma viene tradizionalmente suddivisa tra tutti i corridori e lo staff, in un meccanismo di spartizione che premia l'equilibrio e il lavoro di squadra. Per i gregari, coloro che passano le giornate a proteggere i propri capitani e a controllare il ritmo del gruppo, il guadagno personale può sembrare più contenuto, ma la somma dei premi giornalieri e dei piazzamenti può comunque raggiungere cifre considerevoli, spesso superiori ai 30.000 euro per i membri della squadra vincitrice.

Questo sistema, criticato da alcuni per la disparità di trattamento tra i campioni e gli uomini d'ordine, è in realtà un meccanismo consolidato che garantisce una certa solidarietà all'interno del gruppo, sebbene il divario con i top runner resti incolmabile. Basti pensare che il premio per il secondo classificato nella generale, assegnato a Vingegaard, è di 200.000 euro, una cifra che, se sommata agli altri piazzamenti, porta il suo compenso a una quota di tutto rispetto, ma che rimane comunque lontana dal tesoro accumulato dallo sloveno.

Il valore dei premi di consolazione e delle maglie

Non sono solo i protagonisti della classifica generale a beneficiare del denaro del Tour. Esistono, infatti, dei veri e propri "premi di consolazione" che arricchiscono il palmarès e le tasche dei corridori specializzati in determinate discipline. La maglia verde, destinata al vincitore della classifica a punti, porta con sé un premio di 25.000 euro, una cifra che sale a 50.000 euro per il vincitore della maglia a pois, il re dei Gran Premi della Montagna.

Questi importi, per quanto minori, rappresentano un importante riconoscimento per corridori che magari non lottano per la vittoria finale ma che sanno rendersi protagonisti in determinate tappe. Nella scorsa edizione, il vincitore della maglia a punti ha incassato complessivamente circa 80.000 euro considerando anche i premi dei traguardi intermedi, mentre il re della montagna si è portato a casa una cifra simile. Esiste, poi, il premio per il corridore più combattivo, una sorta di riconoscimento morale che però è accompagnato da un assegno di 20.000 euro, a testimonianza di come ogni aspetto della corsa abbia un suo corrispettivo economico. A questi si aggiungono i premi per le tappe di maggiore difficoltà e per il supercombattivo di giornata, che contribuiscono a comporre un quadro finanziario piuttosto variegato. I calcoli de 'L'Equipe' includono anche questi importi, che seppur non spostano gli equilibri in vetta, offrono una visione completa di come il denaro venga distribuito lungo tutto l'arco dei ventuno giorni di corsa.

Il giudizio di Hinault su Pogacar e il futuro del ciclismo

In tutto questo turbine di numeri e cifre, a fare da contrappunto è il pensiero di un monumento vivente del ciclismo come Bernard Hinault, che nelle scorse settimane ha avuto modo di esprimere tutta la propria ammirazione per il fuoriclasse sloveno. Il cinque volte vincitore del Tour, parlando a margine della presentazione del Tour de l'Avenir, ha accolto con entusiasmo Pogacar nel club esclusivo dei plurivincitori, definendo la sua superiorità come un elemento che fa bene allo sport.

"Tadej Pogacar? È bello accoglierlo nel club dei cinque", ha dichiarato Hinault, paragonando lo sloveno a leggende come Jacques Anquetil ed Eddy Merckx, con i quali condivide ora il palmares della Grande Boucle. Il bretone ha sottolineato come lo show offerto dallo sloveno sia una poesia per gli occhi degli appassionati, spingendosi fino a immaginare quanto sarebbe stato bello potersi confrontare con lui in una sfida epica.

Queste parole, pronunciate in un'atmosfera quasi intima vicino a Ivrea, hanno il peso di chi ha fatto la storia del ciclismo e riconosce in Pogacar non solo un campione dominatore, ma anche un artista in grado di elevare la disciplina a un livello superiore. La sua vittoria, la quinta in carriera, ha aperto le porte a un dibattito che va oltre il semplice computo dei successi, toccando il tema della grandezza assoluta di un atleta, una discussione che Hinault stesso ha alimentato con la sua enfasi quasi poetica nel descrivere lo sloveno.

Con il Tour 2026 ormai archiviato, l'attenzione si sposta inevitabilmente sui record futuri, su un possibile sesto o settimo sigillo che Pogacar potrebbe andare a caccia, ma per il momento il bilancio è chiaro: in termini di vittorie e di guadagni, il ciclismo moderno ha un padrone indiscusso.

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