Influenza aviaria in Piemonte, abbattute 30 mila galline in un allevamento del Monferrato
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Redazione Salute
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Un focolaio di influenza aviaria, che è stato accertato in un allevamento del Monferrato, nella provincia di Alessandria, ha reso inevitabile la decisione di abbattere le circa trentamila galline che lo popolano. La tempestiva segnalazione di una moria tra gli animali, effettuata dai tecnici dell'azienda ai servizi veterinari dell'Asl, ha permesso di attivare con prontezza i protocolli sanitari, i quali, tra le varie misure, prevedono anche un risarcimento per gli allevatori che sarà erogato in tempi brevi, come stabilito dalle normative vigenti. L'intervento, sebbene drastico, si configura come l'unica via percorribile per contenere la diffusione del virus, il cui ceppo è al centro delle indagini epidemiologiche avviate per determinarne l'esatta provenienza.
Le indagini in corso e il coordinamento sanitario
I veterinari dell'Asl di Alessandria, i quali operano in stretta collaborazione con i medici, stanno lavorando per circoscrivere il focolaio e monitorare la situazione, dato che questo specifico virus, in determinate circostanze, può compiere un salto di specie trasmettendosi dagli uccelli all'uomo. La Regione Piemonte, dopo un incontro di coordinamento con il ministero della Salute e il Centro di referenza nazionale, ha voluto rassicurare affermando che la situazione risulta sotto controllo e che sono state immediatamente applicate tutte le disposizioni di legge. "Sono state subito attivate le procedure sanitarie previste, con l'isolamento del focolaio e le indagini epidemiologiche", ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità, che sta seguendo personalmente l'evolversi delle procedure anti-contagio.
Le reazioni e il dibattito sul rischio pandemico
Sul caso è intervenuto, attraverso i propri canali social, l'infettivologo Matteo Bassetti, il quale ha lanciato una riflessione più ampia sulla percezione del rischio pandemico nel paese. "In Italia parlare di influenza aviaria è diventato un tabù, come di vaccini e di sesso sicuro. Se dici che arriverà l'influenza ti dicono che sei allarmista e terrorista", ha scritto, aggiungendo, in modo critico, che "ci avevano raccontato che il Covid ci avrebbe reso migliori…", lasciando intendere come, a suo avviso, non vi sia stato un reale cambio di approccio nella gestione delle allerte sanitarie. Le sue parole, seppur non direttamente legate alla gestione di questo specifico episodio, pongono l'accento su un dibattito che va oltre i confini del Monferrato.
Le procedure di contenimento e la vigilanza attiva
L'allarme, il cui esordio è stato segnato da una anomala mortalità tra i volatili, è stato colto per tempo grazie alla vigilanza attiva degli operatori del settore, un elemento che ha giocato un ruolo decisivo nel limitare i potenziali danni. L'abbattimento degli animali, se da un lato rappresenta una perdita economica significativa per l'azienda agricola coinvolta, dall'altro costituisce una barriera essenziale per impedire che l'infezione si propaghi ad altri allevamenti della zona, scatenando un'emergenza di portata assai più ampia. Le autorità, mentre procedono con le operazioni sul campo, continuano a tenere alta l'attenzione, consapevoli della necessità di un monitoraggio costante per prevenire nuovi focolai.




