Firenze, multe salate per i manifestanti contro Vannacci: l’ombra del decreto sicurezza si allunga su piazza Tanucci
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Redazione Interno
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La quiete apparente del quartiere di Rifredi è stata nuovamente scossa da una vicenda giudiziaria che, a distanza di settimane dall’apertura della sede di Futuro Nazionale, ne ridefinisce i contorni in termini strettamente amministrativi. Mentre i riflettori si erano spenti sulla manifestazione di contestazione del 28 marzo scorso, ecco che un nuovo capitolo si apre con la notifica di sanzioni pecuniarie, il cui importo oscilla tra i mille e i diecimila euro, a carico di alcuni residenti di piazza Tanucci che avevano preso parte al presidio di protesta. La notizia, diffusa nella serata di mercoledì 15 aprile dal "Comitato Tanucci Piazza Aperta", getta una luce cruda su ciò che accade quando la piazza, intesa come luogo di socialità e confronto, si scontra con la rigidità delle norme sulla sicurezza.
Un pranzo condiviso sotto la lente della legge
A finire nel mirino delle autorità, stando alla ricostruzione del comitato, non sarebbero tanto i cori o gli striscioni – elementi classici della dialettica politica – quanto piuttosto le attività collaterali organizzate quel giorno per esprimere il dissenso. Tra queste, un pranzo condiviso e momenti di aggregazione che, agli occhi della burocrazia, si sarebbero trasformati in un "illecito amministrativo" sanzionabile ai sensi del decreto sicurezza. È proprio questa la contraddizione che emerge dal racconto degli attivisti: ciò che per i residenti era un tentativo di ricostruire il tessuto sociale di una piazza "storica e complessa", per le istituzioni è diventato un pretesto per multare chi si oppone all'insediamento di una forza politica accusata, dai suoi detrattori, di inneggiare al nazismo e fomentare tensioni. La presenza massiccia delle forze dell'ordine, che il giorno dell'inaugurazione aveva blindato l'area con mezzi corazzati e transenne, sembra dunque aver trovato un seguito nei verbali che in queste ore stanno arrivando a domicilio.
La replica di Futuro Nazionale e la questione dell’ordine pubblico
Dall'altra parte della barricata, ovviamente, la posizione di Futuro Nazionale non tarda ad arrivare, e lo fa con la freddezza della lettera della legge. Andrea Cuscito, responsabile provinciale del partito, respinge al mittente l'accusa di accanimento politico, ricordando che in uno "Stato di diritto le leggi si rispettano" e che le sanzioni sarebbero la "naturale conseguenza" della violazione delle norme vigenti. Per Cuscito, l'imponente schieramento di polizia non era un'arma di intimidazione, ma una necessità imposta dalle minacce e dalla "pressione intimidatoria" di chi, rifiutando il confronto civile, ha cercato di boicottare l'apertura di una sede politica. Se da un lato il comitato di quartiere parla di "ronde" e aggressioni verbali razziste da parte dei frequentatori della sede, dall'altro i vertici locali di Futuro Nazionale ringraziano pubblicamente quei residenti che, stando alle loro dichiarazioni, avrebbero espresso solidarietà e vicinanza, dipingendo così un quadro del quartiere diametralmente opposto a quello descritto dai manifestanti.
La criminalizzazione del dissenso o l’applicazione della norma?
L’entità delle multe, che in alcuni casi raggiunge la cifra simbolica di diecimila euro, appare sproporzionata agli occhi del "Comitato Tanucci Piazza Aperta", il quale parla apertamente di un tentativo di "intimidire" chi rappresenta una voce collettiva. La preoccupazione che trapela dal comunicato è quella di un’inversione di tendenza, laddove le istituzioni sembrano tutelare la presenza del partito – descritto come una "voragine di odio" – con i blindati, mentre colpiscono i cittadini che chiedono semplicemente di riappropriarsi della loro piazza. Sebbene non siano stati forniti dettagli specifici sui singoli comportamenti contestati, la vicenda solleva inevitabilmente un interrogativo che va oltre la cronaca locale: il confine tra la legittima difesa dell'ordine pubblico e la silenziosa criminalizzazione del dissenso, in un paese che vanta una Costituzione antifascista, si fa ogni giorno più sottile, nascosto com'è tra le pieghe di un verbale e il clic di una penna che scrive una multa.




