Vaiolo delle scimmie, l'anticorpo di Siena e il quadro globale: 65.784 casi e 264 decessi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena arriva un nuovo passo nella ricerca contro Mpox e gli altri virus della stessa famiglia. Il team guidato dal professor Rino Rappuoli e dal dottor Emanuele Andreano ha individuato un anticorpo monoclonale capace di riconoscere bersagli conservati tra diversi orthopoxvirus. Il candidato viene adesso portato avanti nel percorso di sviluppo, con l'obiettivo di arrivare alla validazione preclinica e, successivamente, allo sviluppo clinico. La scoperta si basa sull'approccio "Reverse Vaccinology 3.0", che integra immunologia umana, biologia strutturale e intelligenza artificiale, grazie al quale è stato identificato l'antigene OPG153.

Il progetto europeo IMPACT

Il percorso di sviluppo dell'anticorpo è inserito nel progetto IMPACT (Innovative Monoclonal Antibody Against Poxviruses for Advanced Countermeasures), un partenariato pubblico-privato coordinato dalla Sclavo Vaccines Association che riunisce undici istituzioni di cinque Paesi europei e della Repubblica Democratica del Congo. Il progetto, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Horizon con un contributo di circa dieci milioni di euro, ha una durata di 48 mesi a partire dal primo giugno 2026.

La riunione di avvio si è tenuta a luglio presso il palazzo del Rettorato dell'Università di Siena, dove i partner hanno definito le linee operative per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Lo sviluppo dell'anticorpo si articolerà attraverso diverse fasi: l'ottimizzazione guidata dall'intelligenza artificiale, l'ingegnerizzazione proteica, i test su modelli preclinici, la produzione secondo standard GMP e infine la valutazione in uno studio clinico di Fase I. In parallelo, il progetto prevede l'analisi di oltre 1.800 campioni di siero umano provenienti da individui infetti e vaccinati, per caratterizzare le risposte immunitarie e identificare i correlati di protezione.

La ricerca nasce dalla consapevolezza che, dopo l'eradicazione del vaiolo nel 1980 e la progressiva sospensione delle campagne vaccinali, la protezione immunitaria della popolazione nei confronti degli orthopoxvirus si è ridotta in modo significativo.

La sorveglianza internazionale

Il virus Mpox continua a circolare anche fuori dall'Africa e resta sotto osservazione internazionale. Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità, dal primo gennaio 2025 al 31 luglio 2026 sono stati segnalati globalmente 65.784 casi confermati e 264 decessi in 105 Paesi. Nel solo mese di luglio 2026, 32 Paesi hanno segnalato 1.370 casi confermati, inclusi 7 decessi, con un tasso di letalità dello 0,5%. L'OMS continua a considerare l'epidemia multi-paese di mpox un'emergenza sanitaria di grado elevato e ha confermato un livello di rischio globale moderato.

Per quanto riguarda l'Italia, il Ministero della Salute ha aggiornato le definizioni di caso e le note tecniche per la diagnosi di laboratorio, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità. La circolare ministeriale sottolinea che gli operatori sanitari che assistono pazienti con sospetto o accertato vaiolo delle scimmie devono attuare precauzioni standard, da contatto e droplet, con l'uso di dispositivi di protezione individuale che includono guanti, camice monouso, mascherina FFP2 e protezione per gli occhi.

La trasmissione avviene principalmente attraverso droplet e contatto diretto con fluidi corporei o materiale delle lesioni.

Il rischio per gli operatori sanitari

La circolare del Ministero della Salute fornisce anche una valutazione dettagliata del rischio per il personale sanitario. Per gli operatori che hanno contatti ravvicinati non protetti con casi di MPX, il rischio è valutato come moderato, equivalente a quello di un contatto ravvicinato.

Per il personale di laboratorio formato che segue procedure di biosicurezza adeguate, il rischio è stimato basso, mentre l'esposizione professionale non protetta in laboratorio, che comporta aerosolizzazione con esposizione delle mucose, presenta un'alta probabilità di infezione e un rischio moderato di malattia.

Sul fronte delle raccomandazioni vaccinali, il Ministero della Salute ha individuato le categorie a cui offrire inizialmente la vaccinazione come profilassi pre-esposizione.

Si tratta del personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus e delle persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini che rientrano in specifici criteri di rischio, tra cui la storia recente di più partner sessuali, la partecipazione a eventi di sesso di gruppo, la frequentazione di locali dedicati agli incontri sessuali, una recente infezione sessualmente trasmessa o la pratica di associare atti sessuali al consumo di droghe chimiche.

Le prime dosi saranno distribuite nelle regioni al momento più colpite: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto.

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