Il Tesoro punta sui Btp a 5 e 15 anni: asta da 7,5 miliardi il 29 aprile, con una cedola “corta” già a giugno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministero dell’Economia e delle Finanze, come annunciato nel consueto calendario di fine aprile, ha dato il via alla procedura per un nuovo round di collocamenti di titoli di Stato a medio-lunga scadenza. L’appuntamento – fissato per mercoledì 29 aprile 2026 – prevede un’offerta complessiva che potrà raggiungere i 7,5 miliardi di euro, distribuita su tre diverse tipologie di strumenti: un Btp a 5 anni, un Btp a 15 anni e un CCTeu. L’operazione, che segue la consueta logica di copertura del fabbisogno pubblico, si caratterizza per un elemento di novità nella tranche quinquennale, interamente dedicata a una nuova emissione con scadenza 1 giugno 2031. E proprio su quest’ultima, va segnalata una particolarità tecnica non trascurabile: la prima cedola, pur essendo calcolata sul tasso definito in asta, avrà una vita molto più breve del consueto semestre, visto che il regolamento contabile la farà scattare a meno di un mese dalla data di sottoscrizione.

Le tre tranche e il nuovo Btp 2031: 4 miliardi al massimo per la scadenza intermedia

Entrando nel dettaglio delle quantità, l’asta ordinaria di mercoledì 29 offrirà il nuovo Btp a 5 anni (scadenza giugno 2031) per un importo compreso tra 3,5 e 4 miliardi di euro. Si tratta di una forchetta indicativa piuttosto ampia, che lascia al Tesoro un margine di manovra in base alle richieste pervenute dal mercato primario. Gli altri due titoli – il quindicennale e il CCTeu – andranno a comporre la restante parte del totale di 7,5 miliardi. Ma non finisce qui: il giorno successivo, giovedì 30 aprile, è stata programmata un’asta supplementare riservata esclusivamente agli operatori specialisti, quelli che fanno da dealer per conto della Banca d’Italia. In quella sede, il Mef offrirà un quantitativo aggiuntivo del nuovo Btp 2031 pari a un massimo del 30% delle assegnazioni dell’asta ordinaria. Tradotto in numeri, se mercoledì venissero collocati i 4 miliardi superiori della forchetta, il giorno dopo potrebbero arrivare sul mercato altri 1,2 miliardi dello stesso titolo.

La prova generale dei collocamenti supplementari: Btp biennale andato a ruba

Un’anticipazione significativa della fame di carta italiana è arrivata nella giornata del 27 aprile, quando il Tesoro ha condotto le operazioni di riapertura dei titoli già in circolazione, sempre riservate agli specialisti. Qui il dato è stato eloquente: per il Btp 2,2% con scadenza 28 febbraio 2028 (un biennale, quindi), il ministero ha messo sul piatto 500 milioni di euro. La domanda ha sfiorato 1,46 miliardi, con un rapporto di copertura di quasi tre volte l’offerta. Un “tutto esaurito” che dimostra come, nonostante l’assenza di tensioni particolari sui mercati, la liquidità continui a cercare rendimenti certi e a breve termine, anche solo biennali. Quella stessa domanda, proiettata sull’asta di fine mese, alimenta le aspettative degli addetti ai lavori per il quinquennale e per il quindicennale, sebbene su scadenze più lunghe la sensibilità ai tassi sia ovviamente maggiore.

La cornice di mercato: nessuna sorpresa, solo numeri e meccanismi

Non ci sono, al momento, elementi di rottura o di particolare tensione sui rendimenti dei governativi europei. L’operazione di fine aprile del Mef si inserisce in un programma di emissioni già noto e – va detto – largamente assimilato dai mercati. La scelta di lanciare un nuovo Btp a 5 anni, anziché riaprire una vecchia serie, comporta per gli investitori istituzionali una maggiore liquidità futura sul titolo, visto che si allunga la vita del benchmark. Per i risparmiatori retail che parteciperanno alla prenotazione – possibile entro martedì 28 aprile – il meccanismo della cedola “corta” (cioè maturata in meno di un mese) renderà il primo stacco cedolare quasi simbolico, ma tecnicamente corretto secondo le convenzioni del calcolo degli interessi. Nessuna rivoluzione, dunque: solo l’ordinaria amministrazione di un debito che, mese dopo mese, prosegue il suo percorso di rifinanziamento.

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