Giubileo dei giovani, Roma si prepara all’invasione pacifica di oltre 500mila pellegrini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre l’estate romana raggiunge il suo culmine, la città si appresta a vivere una settimana straordinaria, che vedrà convergere nella capitale mezzo milione di giovani da ogni angolo del pianeta. Dal 28 luglio al 3 agosto, infatti, si svolgerà il Giubileo della Gioventù, evento centrale dell’Anno Santo, organizzato dal Dicastero per l’evangelizzazione guidato da monsignor Rino Fisichella. «Sarà un’occasione unica», ha spiegato il pro-prefetto, «perché tra i partecipanti ci saranno anche delegazioni provenienti da Paesi attualmente dilaniati da conflitti, che potranno sentirsi abbracciati dai coetanei di tutto il mondo».

I numeri, del resto, parlano da soli: 146 nazioni rappresentate, oltre 70 eventi in programma e un’organizzazione che coinvolge decine di realtà, tra istituzioni e volontari. L’appuntamento clou sarà il 3 agosto, quando Papa Leone XIV celebrerà la messa a Tor Vergata, nello stesso luogo che nel 2000 ospitò la Giornata Mondiale della Gioventù. Per raggiungere la spianata universitaria, i pellegrini percorreranno a piedi – sotto un sole che promette di essere implacabile – uno dei quattro itinerari previsti, distinti dai colori arancione, viola, celeste e verde. Ogni percorso, lungo circa cinque chilometri, condurrà a un varco d’accesso dotato di metal detector, dove saranno vietate bottiglie e lattine.

La sicurezza, ovviamente, è uno dei nodi cruciali. L’area di Tor Vergata, estesa su 96 ettari, è stata suddivisa in sei zone, che verranno presidiate a partire dalla prossima settimana, con particolare attenzione alla notte tra il 2 e il 3 agosto. Tre i punti di controllo principali: la rotonda di via dell’Archiginnasio, quella di viale Guido Carli – ribattezzata «Passo Lombardo» – e quella di via di Grotte Portella, denominata «Cnr». A vigilare sul flusso dei giovani, oltre alle forze dell’ordine, ci saranno anche team medici pronti a intervenire in caso di malori.

Prima di raggiungere Roma, molti dei pellegrini faranno tappa in Umbria, dove otto diocesi si sono mobilitate per accogliere oltre 15mila under 30 in arrivo dall’Italia e dall’estero. Un assaggio di quella che, già da giorni, viene definita un’«invasione pacifica». Tra loro, infatti, ci saranno ragazzi provenienti da territori segnati da tensioni o guerre, come Libano, Ucraina, Russia, Iran, Israele, Siria, Sud Sudan e Myanmar. «Costruiremo ponti per la pace», hanno annunciato alcuni partecipanti, sottolineando il valore simbolico di un raduno che supera ogni barriera geografica o politica.

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