Ancelotti, l'unico italiano che ride
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Redazione Sport
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Nella serata della malinconia, mentre molti si interrogano sul futuro del calcio europeo, c’è un italiano che continua a sorridere, a vincere, a stupire. Carlo Ancelotti, con la sua proverbiale calma e quella faccia da uomo normale in un mondo di fenomeni di cartapesta, ha umiliato Pep Guardiola e il Manchester City, regalando al Real Madrid un passaggio agli ottavi di Champions League che sa di leggenda. Al Santiago Bernabéu, infatti, non c’è stata partita: i Blancos, forti del 3-2 ottenuto in trasferta, hanno dominato con una facilità disarmante, trascinati da un Kylian Mbappé in stato di grazia, autore di una tripletta che ha lasciato senza parole.
La partita è iniziata nel migliore dei modi per il Real, già avanti dopo appena quattro minuti. Un lancio preciso di Marco Asensio ha trovato Mbappé, che con un pallonetto degno di un artista ha superato Ederson, regalando ai tifosi madrileni un’anticipazione di quello che sarebbe stato un vero e proprio show. Il francese non si è fermato lì: al 33°, grazie a un tocco morbido di Rodrygo, ha trovato nuovamente la via del gol, confermando una superiorità tecnica e tattica che il City non è riuscito a contrastare.
Guardiola, reduce da una stagione di trionfi e lodi, è apparso smarrito, quasi incredulo di fronte alla macchina da guerra messa in campo da Ancelotti. Lo spagnolo, che aveva dichiarato di avere solo l’1% di possibilità di passare il turno, ha visto le sue parole trasformarsi in una profezia autoavverante. Il Real, invece, ha giocato sul velluto, con Thibaut Courtois quasi spettatore per gran parte della serata, eccezion fatta per qualche intervento nei minuti finali, quando ormai il risultato era scritto.
Federico Valverde, schierato come terzino destro atipico, è stato uno dei protagonisti della serata: distributore automatico di palloni, ha fornito l’assist per il terzo gol di Mbappé al 61°, chiudendo di fatto ogni residua speranza per il City. Il Real, con questa vittoria, non solo si è qualificato, ma ha inviato un messaggio chiaro a tutta Europa: sotto la guida di Ancelotti, i Blancos rimangono una delle squadre più temibili e competitive del panorama internazionale.




