Tudor, l’ultima chance ad Anfield: contro il Liverpool in palio c’è la panchina del Tottenham

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sensazione, palpabile negli uffici che contano del Tottenham Hotspur Stadium e confermata dalle indiscrezioni che filtrano oltremanica, è che la gestione di Igor Tudor sia giunta a un bivio decisivo. L’allenatore croato, chiamato a metà febbraio per raddrizzare una navigazione che si era fatta pericolosamente turbolenta dopo l’esonero di Thomas Frank, si trova ora con le spalle al muro: il match in programma domani sera ad Anfield contro il Liverpool, i campioni in carica della Premier League, rappresenta molto più di una semplice partita. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla dirigenza degli Spurs, infatti, una sconfitta pesante – o forse anche una prestazione non convincente – potrebbe sancire l’epilogo anticipato della sua breve avventura londinese, durata appena un mese.

Quattro sconfitte e quattordici reti incassate: i numeri di un avvio da incubo

Il bilancio di Tudor sulla panchina del Tottenham ha assunto sin da subito i contorni della disfatta sportiva. Quattro partite ufficiali disputate, quattro sconfitte rimediate: un ruolino di marcia che non ammette attenuanti nel calcio moderno, soprattutto in un campionato spietato come la Premier League. Particolarmente amara e claudicante è apparsa la prova in Champions League contro l’Atletico Madrid, dove gli Spurs hanno incassato un pesantissimo 5-2 che ha di fatto compromesso la qualificazione ai quarti. Una serataccia, quella del Metropolitano, macchiata da una gestione tecnica quanto meno discutibile del reparto portieri, con la decisione di Tudor di affidarsi al giovane Kinsky, poi sostituito dopo appena diciassette minuti e due gravi errori. In campionato, intanto, la situazione precipita: i trenta punti raccolti finora proiettano gli Spurs al sedicesimo posto, con un margine di appena una lunghezza sulla zona retrocessione che rende ogni singolo turno una potenziale trappola mortale.

Il pressing della dirigenza e i nomi per l’eredità

A fronte di questo scenario, la proprietà del Tottenham non è rimasta con le mani in mano. Stando a quanto rivela l’autorevole giornalista David Ornstein per The Athletic, i vertici del club hanno già avviato contatti esplorativi con alcuni potenziali successori, nel timore che la situazione possa degenerare ulteriormente. Il profilo in cima alla lista dei desideri, qualora si optasse per una soluzione a lungo termine, sarebbe quello di Roberto De Zerbi, reduce dall’esperienza all’Olympique Marsiglia e da tempo nel mirino di diverse big d’Europa. Non mancano però le piste alternative, che spaziano da tecnici d’esperienza come Sean Dyche – abituato a lottare per la salvezza – a suggestioni legate al passato, come quella che riporterebbe Mauricio Pochettino sulla panchina che fu sua. L’impressione, netta e inequivocabile, è che la sfida di Anfield possa rappresentare il canto del cigno per l’ex difensore della Juventus, con il club pronto a un nuovo, ennesimo cambio in panchina pur di scongiurare l’incubo di una retrocessione che manca da quasi mezzo secolo.

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