Inps, la montagna dei crediti sale a 193 miliardi e l’allarme del Civ sugli ispettori che non ci sono

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La fotografia scattata dal Consiglio di indirizzo e vigilanza restituisce l’immagine di un istituto, l’Inps, che pur rappresentando un pilastro fondamentale per la tenuta sociale del Paese, si trova a navigare in acque sempre più agitate. I numeri, del resto, parlano con chiarezza: nel 2025 i crediti vantati dall’ente hanno raggiunto la cifra record di 193 miliardi di euro, un incremento del 6% rispetto ai 182 miliardi dell’anno precedente. Una mole impressionante che, secondo quanto emerso dalla relazione di verifica del Civ, nasconde però un’insidia altrettanto rilevante: quella dei crediti inesigibili. Si tratta, nello specifico, di una quota ingente che rischia di falsare la rappresentazione reale del patrimonio dell’istituto, alimentando la necessità, sollevata dall’organo di vigilanza, di un intervento normativo che consenta una diversa regolamentazione interna per rendere più trasparenti i conti.

A rendere ancora più complesso il quadro, come evidenziato dalla relazione approvata dal Civ, è la questione delle risorse umane. Mentre il totale del personale in forza al 31 dicembre 2025 si attestava a 24.482 unità – a fronte di una dotazione organica sostenibile calcolata in 32.612 posti – il dato più preoccupante riguarda il ispettivo. In soli quattro anni, il numero degli ispettori è crollato drasticamente, passando da 884 a 736 unità. Un calo che ha avuto conseguenze dirette e misurabili sull’azione di controllo: le ispezioni effettuate nel 2025 sono scese a 8.311, un netto arretramento rispetto alle 10.576 registrate nel 2022. Questa contrazione dell’attività di vigilanza, unita alla riduzione delle risorse dedicate ai controlli documentali, produce un paradosso che il Civ ha messo nero su bianco: l’evasione contributiva accertata si mantiene stabile attorno ai 500 milioni annui, un dato che appare irrisorio se rapportato agli oltre 10 miliardi di evasione stimati ogni anno.

Mentre l’attenzione si concentra su questi squilibri strutturali, non mancano segnali di efficienza in alcuni settori specifici. Le statistiche relative all’accoglimento delle pratiche pensionistiche, infatti, mostrano un costante miglioramento. Nel 2025, per la gestione privata, l’82% delle pensioni è stato accolto entro i 30 giorni, un dato in progressivo aumento rispetto all’81% del 2024 e al 76% del 2023. Parallelamente, si è ridotta la quota di quelle che superano i 120 giorni di attesa, scesa al 3% contro il 4% dell’anno precedente e il 6,5% del 2023. Una tendenza positiva, quella della riduzione dei tempi burocratici, che si osserva anche per le prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI, dove la percentuale di pratiche evase in meno di 30 giorni ha raggiunto il 93,8%.

In controtendenza rispetto a questi dati positivi, però, si muove la cronaca che arriva dal territorio, a testimonianza di un fronte, quello della tutela del patrimonio, che resta sempre aperto. A Vicalvi, nel frusinate, i Carabinieri della Compagnia di Sora hanno denunciato una coppia – un 31enne originario di Frosinone e una 41enne di origini straniere, entrambi già noti alle forze dell’ordine – con l’accusa di indebito utilizzo di carte di credito. L’indagine, condotta in collaborazione con la Procura della Repubblica, ha preso le mosse dalla segnalazione di un cittadino che, dopo aver smarrito la propria carta, si era accorto di transazioni fraudolente effettuate da ignoti. L’analisi dei movimenti bancari e la visione dei sistemi di videosorveglianza hanno permesso ai militari di risalire ai presunti autori, assicurandoli alla giustizia in stato di libertà. Un episodio che, sebbene limitato nei numeri, conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel contrasto ai reati predatori, operazione quotidiana che si intreccia con le più ampie dinamiche di controllo economico e finanziario.

Il peso della carenza di organico sulla capacità di riscossione

La questione della carenza di ispettori, già accennata, rappresenta forse il nodo più intricato tra quelli segnalati dal Civ. Il problema, come evidenziato dal rapporto, non è solo legato al numero assoluto degli agenti sul campo, ma anche alle difficoltà operative che ne derivano. Il calo dei verbali per solidarietà contributiva del committente, quasi dimezzati in quattro anni, è solo uno degli effetti collaterali di questa situazione. Sebbene gli importi dei verbali elevati siano cresciuti, grazie a un’azione congiunta con la magistratura, la capacità complessiva di intercettare l’evasione contributiva appare gravemente compromessa. A due anni dalla decretazione d’urgenza che prevedeva nuove assunzioni, il mancato ottenimento tempestivo delle autorizzazioni ministeriali ha di fatto bloccato il ricambio generazionale e il potenziamento dell’organico, lasciando l’istituto in una posizione di difficoltà strutturale.

L’urgenza di una nuova regolamentazione per i crediti inesigibili

Se la carenza di personale riguarda il futuro della capacità di controllo, la montagna dei 193 miliardi di crediti interroga il presente e la trasparenza dei bilanci. La relazione del Civ sottolinea con forza come il tema dei crediti inesigibili richieda una “diversa lettura normativa”. L’attuale configurazione patrimoniale, che accumula debiti difficilmente recuperabili, rischia di offrire una fotografia distorta della reale salute finanziaria dell’ente. L’auspicio, contenuto nel documento di verifica, è che si possa giungere a una regolamentazione interna che separi in modo più netto ciò che è effettivamente esigibile da ciò che, di fatto, rappresenta una perdita storica, per evitare che queste cifre falsino l’analisi della sostenibilità del sistema previdenziale nel suo complesso.

La risposta dello Stato sul fronte della microcriminalità finanziaria

In parallelo alle questioni macroeconomiche che gravano sull’Inps, l’attività sul territorio della Procura e dei Carabinieri dimostra come lo Stato mantenga alta la guardia anche sulle forme più circoscritte di illegalità economica. L’operazione di Vicalvi, pur riguardando un importo esiguo – circa 100 euro – è emblematica di un approccio investigativo che non trascura i reati predatori, ritenuti particolarmente insidiosi per il tessuto sociale. La tempestività della denuncia da parte del cittadino e la rapidità delle indagini, che hanno portato all’identificazione della coppia, rappresentano un modello operativo in cui la collaborazione tra la vittima, la magistratura e i carabinieri si rivela essenziale per contrastare il fenomeno dell’appropriazione indebita di strumenti di pagamento, sempre più diffuso con la digitalizzazione delle transazioni.

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