Kallas: "Nell'Artico servono più rompighiaccio", l'Ue accelera sulla presenza strategica

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Unione europea ha bisogno di rafforzare la propria capacità operativa nell'Artico, a partire da una flotta adeguata di rompighiaccio. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, Kaja Kallas, al termine del vertice europeo sull'Artico tenutosi a Rovaniemi, in Lapponia, il 13 e 14 settembre 2026.

«Considerando la situazione in cui ci troviamo, ma anche i cambiamenti climatici e l'apertura delle rotte marittime, abbiamo bisogno di rompighiaccio o di navi in grado di navigare in queste condizioni molto difficili», ha affermato Kallas durante la conferenza stampa, rispondendo a una domanda su un eventuale finanziamento comunitario per l'acquisto di mezzi costruiti in Finlandia.

La partita dei ghiacci e la competizione tra potenze

Il summit di Rovaniemi, ospitato dal primo ministro finlandese Petteri Orpo, ha riunito i rappresentanti di dodici Stati membri e delle principali istituzioni europee, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare l'approccio strategico comune dell'Ue alla regione artica. Il contesto è quello di una competizione sempre più serrata tra grandi potenze.

La Russia, che secondo i leader europei rappresenta «la minaccia più significativa e a lungo termine» nell'area, continua a potenziare le proprie capacità militari e a promuovere il passaggio nord-orientale come rotta commerciale intercontinentale. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno annunciato nell'ottobre precedente l'intenzione di acquistare undici rompighiaccio dalla Finlandia per la Guardia costiera, che attualmente dispone di soli tre mezzi di questo tipo, peraltro obsoleti.

La Cina, infine, ha avviato un servizio regolare di container attraverso l'Artico: la portacontainer Dubai Tower, partita dai porti cinesi con un carico di batterie e moduli fotovoltaici, ha raggiunto Teesport in circa venti giorni, quasi dimezzando i tempi di percorrenza rispetto alle rotte tradizionali.

Il primato finlandese nella cantieristica del ghiaccio

La richiesta di Kallas si inserisce in un quadro industriale in cui la Finlandia occupa una posizione di assoluto rilievo. Stando ai dati forniti dalla presidenza finlandese, il Paese ha progettato l'80 per cento dei circa centocinquanta rompighiaccio operativi nel mondo, e il 60 per cento di questi è stato costruito nei suoi cantieri navali.

Una competenza maturata per necessità: la Finlandia è l'unico Paese al mondo i cui porti sono tutti ghiacciati in inverno, circostanza che rende la navigazione nelle acque gelate una condizione imprescindibile per la propria economia, dal momento che oltre il 90 per cento delle esportazioni e delle importazioni nazionali viaggia via mare.

«Questa capacità di rompere il ghiaccio è una delle risorse strategiche di cui abbiamo davvero bisogno», ha dichiarato Orpo, auspicando che l'Europa valuti la possibilità di una proprietà congiunta di rompighiaccio e offrendo l'esperienza finlandese al continente.

Il sostegno di Berlino e le regole sugli appalti

Sulla proposta di un potenziamento della flotta artica europea si è registrato il sostegno esplicito del cancelliere tedesco Friedrich Merz. «Sappiamo che abbiamo assolutamente bisogno di rompighiaccio, e non è solo una questione che riguarda la Finlandia, la Norvegia o la Svezia. È una questione per l'intera Unione europea, per l'intero continente europeo», ha affermato Merz a margine del vertice.

Kallas ha però precisato che, pur riconoscendo la capacità finlandese di costruire questi mezzi, esistono regole europee sugli appalti da rispettare: «chi presenta l'offerta migliore si aggiudica il contratto». La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva già suggerito in precedenza di indirizzare parte dell'aumento della spesa per la difesa verso una capacità europea di rompighiaccio, considerata un asset sempre più rilevante per la sicurezza artica.

Il ghiaccio che si scioglie accelera la corsa

Alla base dell'interesse strategico per l'Artico c'è una trasformazione ambientale senza precedenti. Le rilevazioni satellitari hanno mostrato che l'estensione invernale del ghiaccio marino artico ha toccato nel 2025 e nel 2026 livelli record negativi, con una contrazione di 720.000 chilometri quadrati nella sola fase di crescita tra il 2024 e il 2025, il calo più marcato mai registrato.

Il massimo invernale del marzo 2026, pari a circa 14,29 milioni di chilometri quadrati, si è attestato appena al di sotto del record negativo dell'anno precedente, risultando il più basso in quarantotto anni di monitoraggio satellitare. La riduzione della banchisa sta aprendo rotte navigabili prima inaccessibili, alimentando al contempo le rivendicazioni sulle risorse naturali e sui minerali critici che la regione custodisce. La Commissione europea dovrebbe presentare in autunno una nuova strategia per l'Artico e un piano d'azione per la sua attuazione.

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