Google permette di cambiare finalmente l’indirizzo Gmail
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dopo oltre vent’anni – un lasso di tempo in cui intere generazioni sono passate dai primi telefonini agli smartphone con intelligenza artificiale – Google ha deciso di rispondere a una richiesta diventata, con il passare degli anni, quasi un tormentone tra gli utenti più attenti alla propria reputazione digitale. La novità, annunciata ufficialmente e già rilanciata dall’amministratore delegato Sundar Pichai (il quale non ha nascosto un certo sorriso ironico pensando ai nickname scelti in gioventù e poi rimpianti), riguarda la possibilità di modificare l’indirizzo Gmail, ossia quella parte che precede il simbolo @gmail.com. Nessuna perdita di dati, nessuna migrazione traumatica: chi decide di cambiare il proprio username può farlo senza dover ricominciare da capo, conservando intatti messaggi, file su Drive e cronologia delle attività.
Il vecchio indirizzo non scompare ma diventa alternativo
Uno degli aspetti più ingegnosi della soluzione adottata da Google – e che merita un approfondimento tecnico – è la gestione del vecchio indirizzo. Una volta effettuato il cambio, il nome precedente non viene cancellato né reso disponibile ad altri utenti. Continua invece a esistere come “alternativo”, una sorta di indirizzo secondario collegato al medesimo account. In questo modo chi scriveva al vecchio recapito non si vede restituire un messaggio di errore, e l’utente può continuare a ricevere posta su entrambi gli indirizzi. Lo stesso vale per l’invio: è possibile scegliere quale dei due far apparire come mittente. Una soluzione che evita il classico effetto “palla al piede” di chi, per decenni, si è portato appresso un’email creata da ragazzino – magari con numeri casuali o parole imbarazzanti – senza riuscire a liberarsene senza perdere contatti e documenti.
Le regole del gioco: un cambio all’anno, massimo tre nuovi nomi
La nuova funzionalità, però, non è senza limiti. Google ha fissato alcune regole precise per evitare abusi o confusione negli identificativi. Il cambio è consentito una sola volta ogni dodici mesi, e per ogni account non si possono creare più di tre indirizzi diversi nell’arco della sua vita. Una scelta che bilancia la flessibilità – finalmente qualcuno può abbandonare quel “topolino92” che stride con una candidatura di lavoro – con l’esigenza di mantenere un minimo di stabilità nei sistemi di posta. Nessuno potrà cambiare nickname ogni settimana, trasformando la propria casella in un bersaglio mobile per amici e colleghi.
Partenza dagli Stati Uniti, l’Italia attende
Al momento della stesura di questo articolo, la funzione è attiva solo negli Stati Uniti. Un rilascio graduale, questo, che ricorda il modus operandi tipico di Google: testare su larga scala in un mercato chiave per poi estendere l’aggiornamento al resto del mondo. L’amministratore delegato Sundar Pichai, con il suo post ironico, ha di fatto certificato l’importanza del cambiamento, definendolo una svolta per chi negli anni Duemila aveva scelto indirizzi poco sobri. Negli Stati Uniti, dove Donald Trump è di nuovo presidente, l’opzione è già visibile nelle impostazioni per alcuni utenti; in Italia, e più in generale in Europa, non c’è ancora una data certa. Quel che è certo è che, per la prima volta in 22 anni di storia di Gmail, non si è più costretti a convivere per sempre con un nome scelto in un momento della vita che magari si preferirebbe dimenticare.




