Bonus mamme lavoratrici 2025, limiti di reddito e altri requisiti
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Redazione Economia
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Il bonus mamme lavoratrici, noto anche come bonus mamme, è stato confermato dall'ultima legge di Bilancio per il 2025, con alcune novità significative. Questa misura prevede l'esonero dal versamento dei contributi sociali per alcune categorie di lavoratrici, in particolare per le madri di due o più figli fino al compimento del decimo anno d'età del figlio più piccolo. Se nel 2024 il bonus era riservato esclusivamente alle lavoratrici dipendenti, nel 2025 è stato esteso anche alle lavoratrici a tempo determinato e a quelle autonome che non abbiano optato per il regime forfettario.
Parallelamente, il bonus asilo nido 2025 è stato confermato, con la legge che specifica chi ne ha diritto, a quali condizioni e come ottenerlo. Questo bonus è destinato alle famiglie con figli di età inferiore a tre anni che frequentano l'asilo nido pubblico o privato, purché autorizzato. I figli devono avere un'età inferiore a tre anni o compiere tre anni nell'anno solare, permettendo ai genitori di presentare domanda anche dopo il compimento dei tre anni, ma sempre entro l'anno solare.
La legge del 2016 (numero 232, comma 355 dell'articolo 1) ha introdotto un contributo erogato dall'INPS per il pagamento delle rette di frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche. Questo contributo, noto come bonus nido, è stato rinnovato di anno in anno e confermato dalle diverse manovre finanziarie, compresa la Legge di bilancio 2025, che ha introdotto alcune novità.
La decontribuzione in favore delle lavoratrici madri con due o più figli è diventata strutturale con l'approvazione della legge di bilancio, riservata alle dipendenti a tempo indeterminato e ora estesa anche alle autonome con reddito fino a 40mila euro annui. Questo esonero contributivo può arrivare fino a un massimo di 3mila euro annui.




