Terremoti nel Tirreno meridionale: otto scosse in mattinata, due oltre magnitudo 3
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Redazione Interno
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La sequenza dei terremoti nel Tirreno meridionale non si ferma: dalla mezzanotte alle 9.27 di mercoledì 28 ottobre l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato otto scosse di magnitudo pari o superiore a 2, mentre nello stesso intervallo del giorno precedente se ne erano contate tre. Due di questi eventi hanno superato la magnitudo 3, e la zona interessata è quella in mare tra Palermo e Messina, già colpita da giorni dallo sciame in corso.
Le scosse più forti e quella delle Eolie
La più intensa della mattinata è stata registrata alle 3.29 con magnitudo ML 3.4, localizzata dalla Sala Sismica INGV di Roma. Alle 7.23 ne è seguita un'altra di ML 3.3, in una prima stima indicata tra 3.1 e 3.6 e poi precisata dai sismografi. Entrambe sono avvenute in mare, in un settore lontano dai centri abitati, e per la loro energia rientrano tra gli eventi spesso avvertiti ma generalmente privi di danni.
Alle 10:07 una terza scossa, di magnitudo ML 3.0, è stata localizzata nell'area marittima delle Isole Eolie, a nord di Salina e a circa 85 chilometri a nord-ovest di Messina. L'ipocentro è stato stimato a 4 chilometri di profondità, un valore molto superficiale che spiega perché eventi di magnitudo contenuta possano essere percepiti con maggiore nitidezza.
Perché il basso Tirreno è così attivo
La sismicità di questo settore dipende da processi geodinamici complessi. La placca ionica, parte di quella africana, si immerge sotto l'arco calabro e il Tirreno meridionale: lungo questo piano di subduzione si originano i terremoti profondi, che possono raggiungere centinaia di chilometri sotto il livello del mare. Il bacino tirrenico è inoltre in fase di distensione, e la crosta che sovrasta la placca in discesa si assottiglia e si frattura, attivando sistemi di faglie responsabili degli eventi superficiali come quelli di oggi.
Per questo l'arcipelago eoliano, dove al quadro tettonico si aggiunge la presenza dei vulcani, rientra tra le aree a pericolosità sismica alta nella mappa di riferimento nazionale. La sismicità superficiale e quella profonda convivono, ma hanno origini distinte e raramente si manifestano con lo stesso tipo di sequenza.
Lo sciame in corso dal 20 ottobre
Secondo la Rete Sismica Nazionale, la sequenza attuale è cominciata il 20 ottobre con una serie continua di scosse localizzate a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. Nella stessa area, il 21 marzo di quest'anno, erano stati registrati due terremoti di magnitudo 4.6 e 4.3, avvertiti anche a Palermo.
Nella scala Richter un evento di magnitudo 3 viene classificato come terremoto molto leggero. Il Tirreno meridionale è monitorato in continuo dalla rete sismica, che consente di localizzare in pochi minuti anche gli eventi più deboli.
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