La Juventus chiude per Alajbegovic, Visnadi ricorda il “gol” di Dimarco alla Bosnia
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Redazione Sport
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L’operazione che porta Kerim Alajbegovic a Torino si è concretizzata in poche ore, tra un volo da Caselle e le visite mediche al J Medical, e il giocatore bosniaco classe 2007 è ora ufficialmente un nuovo attaccante della Juventus.
Il talento cresciuto nel Bayer Leverkusen, che ha già assaporato il calcio dei grandi in Austria con il Salisburgo, ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2031, e subito dopo l’annuncio ufficiale è scattato il commento a caldo di Gianni Visnadi, il quale ha colto l’occasione per riaprire un vecchio capitolo della nazionale italiana, quello che risale allo scorso marzo e alla partita tra Bosnia ed Erzegovina e Italia.
L’affare Alajbegovic, cifre e dettagli dell’operazione
La Juventus ha raggiunto l’accordo con il Bayer Leverkusen per il trasferimento a titolo definitivo del giovane esterno offensivo, che è stato accolto sabato sera all’aeroporto di Caselle da Miralem Pjanic, il quale ha fatto da traghettatore nelle prime ore torinesi del ragazzo, e dal team manager bianconero Fabris. Dopo il consueto iter burocratico, che ha preso il via con gli accertamenti medici di rito, la firma sul contratto è arrivata nella giornata odierna, suggellando un investimento che il club punta a valorizzare sia nell’immediato sia in prospettiva futura.
Non è ancora stato reso noto l’esatto ammontare dell’operazione, ma le indiscrezioni parlano di un esborso importante per un giocatore che, nonostante la giovane età, ha già collezionato presenze con la nazionale bosniaca e attirato l’attenzione di diversi osservatori europei.
Visnadi e il pungolo sulla Bosnia: il ricordo di Dimarco
Intervenuto ai microfoni di Radio Radio, il giornalista Gianni Visnadi ha accolto la notizia dell’acquisto juventino con una provocazione che affonda le radici in un episodio recente della nazionale, quando l’Italia di Luciano Spalletti incrociò proprio la Bosnia in una partita valida per le qualificazioni.
Visnadi, nel commentare l’arrivo di Alajbegovic, ha voluto ricordare l’esultanza di Federico Dimarco in quell’occasione, sottolineando come il laterale dell’Inter avesse manifestato la sua gioia per il successo contro i balcanici, quasi a contrapporre quel momento alla nuova presenza bosniaca in casa Juventus. Il tono del giornalista non è passato inosservato, perché riporta l’attenzione su un episodio che aveva già suscitato polemiche ai tempi, e che ora si riaccende con il trasferimento di un giovane che ha scelto di rappresentare la Bosnia nonostante sia nato in Germania.
Chi è Kerim Alajbegovic, dal “ragazzo di strada” alla corte di Thiago Motta
Nato a Colonia ma di chiara nazionalità bosniaca, Alajbegovic è un esterno offensivo ambidestro che ha compiuto tutta la trafila giovanile nel calcio tedesco prima di approdare al Salisburgo, dove si è messo in luce per le sue qualità tecniche e la capacità di giocare su entrambe le fasce. Definito da alcuni come il “ragazzo di strada” per le sue origini e per un carattere grintoso che non si è mai lasciato intimorire dai palcoscenici importanti, il diciannovenne ha già partecipato a un Mondiale con la sua selezione, dimostrando una maturità fuori dal comune per un calciatore della sua età.
La Juventus, che con questa operazione sembra voler seguire una linea di ringiovanimento della rosa, lo ha scelto come uno dei prospetti più interessanti del panorama internazionale, anche se resta da capire quale sarà il suo ruolo immediato all’interno della squadra affidata a Thiago Motta, considerando che la partenza per l’Asia con il resto del gruppo è già stata programmata per i prossimi giorni.
L’investimento presente e futuro, tra stadi e nuove generazioni
L’acquisto di Alajbegovic rappresenta per la Juventus non solo un colpo a lunga scadenza, ma anche un segnale della volontà di tornare a competere ad alti livelli puntando su elementi giovani che possano crescere e rivalutarsi nel tempo, in un mercato sempre più attento ai bilanci e alle plusvalenze. Il giocatore, che ha firmato un contratto quinquennale, sarà probabilmente integrato gradualmente nel gruppo, anche se le sue qualità potrebbero garantirgli uno spazio fin da subito, vista la duttilità che gli consente di agire sia come ala che come seconda punta.
Nel frattempo, il dibattito acceso da Visnadi aggiunge un ulteriore livello di interesse a una trattativa che, di per sé, era già seguita con attenzione dagli addetti ai lavori, e che ora si arricchisce di un retroscena emotivo legato alla nazionale italiana e al ricordo di quella vittoria sulla Bosnia che, a distanza di mesi, continua a fare discutere.
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