Smembrata cosca criminale tra Puglia e Basilicata, arrestati nove per riciclaggio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza ha inferto un duro colpo a un’organizzazione dedita al riciclaggio di denaro sporco, frutto soprattutto delle rapine ai portavalori compiute dalle gang di Cerignola. Oltre duecento agenti, all’alba di oggi, hanno eseguito gli arresti di nove persone, tra cui l’imprenditore edile Antonio Liseno, già al centro di un’inchiesta giornalistica che ne aveva messo in luce i legami con attività sospette.

Liseno, definito da alcuni “dal cuore d’oro” per la sua facciata filantropica, avrebbe illecitamente trasferito oltre venti milioni di euro a beneficio di soggetti legati al clan Cartagena-Saracino, celando i movimenti dietro pagamenti per lavori di ristrutturazione del complesso alberghiero “San Barbato Resort Spa” di Lavello, in provincia di Potenza. Tra il 2016 e il 2020, secondo gli investigatori, il denaro proveniente dalle rapine sarebbe stato ripulito attraverso una rete di imprese edili e turistiche, alcune delle quali operanti anche in Lombardia.

L’inchiesta, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Potenza, ha rivelato un sistema articolato, in cui gli arrestati – tra cui due imprenditori del settore edile – fungevano da tramite per il riciclo. Nonostante le accuse, il resort “San Barbato” ha tenuto a precisare, attraverso un comunicato sui social, che la struttura “è pienamente operativa e continua regolarmente le sue attività”.

Romano, segretario del Siulp, ha definito l’operazione “un importante successo”, sottolineando come il risultato premi “l’incessante lavoro delle Forze dell’Ordine”. Quello che emerge dai fascicoli è un intreccio tra criminalità foggiana e imprenditoria lucana, con soldi sporchi che venivano reinvestiti in attività legali, garantendo così un’apparente rispettabilità.

Di Liseno, arrestato stamattina, questo giornale aveva già scritto in passato, raccontando le ombre che gravavano sulle sue società. Dopo la pubblicazione di quegli articoli, come rivelano fonti interne, la redazione aveva ricevuto “attenzioni” particolari da parte di un personaggio rimasto anonimo, ma descritto come “insospettabile”.

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