Sanremo 2025: tra eleganza e provocazione, la moda fa discutere

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La terza serata del Festival di Sanremo 2025 ha confermato, ancora una volta, che la kermesse non è solo una vetrina musicale, ma anche un palcoscenico per la moda, dove il confine tra eleganza e provocazione si fa sempre più sottile. Tra abiti che hanno lasciato il segno e scelte audaci che hanno diviso il pubblico, il green carpet dell’Ariston ha ospitato un carosello di stili che spaziavano dal sublime al discutibile, senza mezze misure.

Clara, ad esempio, ha scelto un abito firmato Giuseppe Di Morabito, un’esplosione di creatività che ha stravolto i canoni tradizionali. Invece di puntare su linee classiche o silhouette convenzionali, il suo look ha giocato su volumi inaspettati e dettagli destrutturati, dimostrando che la moda può essere anche un atto di ribellione. Un approccio che ha fatto discutere, ma che ha trovato non pochi estimatori tra chi apprezza l’audacia.

Dall’altro lato dello spettro, Brunori Sas ha optato per un completo Boglioli, sobrio ed elegante, che ha conquistato per la sua essenzialità. Un abito che, pur senza strafare, ha saputo comunicare personalità e raffinatezza, dimostrando che a volte meno è davvero di più. Sarah Toscano, invece, ha indossato un Pucci dal taglio classico ma con un tocco di modernità, bilanciando tradizione e innovazione in un look che ha lasciato il segno.

Ma è stato Tony Effe a rubare la scena, con una scelta che ha fatto parlare di sé. Dopo aver già fatto discutere nelle serate precedenti, il cantante ha deciso di raddoppiare la dose: un completo total black in pelle, sotto il quale non c’era nulla se non i suoi tatuaggi. Una provocazione che, se da un lato ha diviso il pubblico, dall’altro ha confermato il suo ruolo di “bad boy” della musica italiana. Rkomi, al suo debutto al Festival, ha invece puntato su un completo bianco firmato Vivienne Westwood, elegante e raffinato, ma con un dettaglio che non è passato inosservato: la camicia, semplicemente, non c’era.

Miriam Leone, presente in sala stampa, ha definito Sanremo “un tempio dell’italianità, del nostro cuore e un po’ anche della nostra pancia”. E non si può negare che la moda giochi un ruolo centrale in questa celebrazione. La stessa Leone ha inaugurato la serata con un abito Giorgio Armani Privé, un trionfo di velluto nero e perle che ha incantato per la sua perfezione artigianale.

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