Juventus, il mercato a tre settimane dalla fine: tra portieri, difesa e l'erede di Vlahovic

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus si trova a navigare nelle acque agitate del calciomercato estivo con una rosa che, stando alle valutazioni dell'allenatore Luciano Spalletti, è sì ampia ma non ancora del tutto completa. Le parole del tecnico, che ha sottolineato come le decisioni finali dipenderanno dalle operazioni in uscita, lasciano intendere che il club è in una fase di attesa, dove le cessioni sono la chiave per sbloccare nuovi arrivi.

Il mercato a impatto zero, con l'esigenza di non gravare sul bilancio più del predecessore, è il mantra che guida le operazioni della dirigenza, composta da volti noti come Giovanni Carnevali e il nuovo direttore dell'area sport Frederic Massara.

Il rebus portiere: tra conferme e possibili rivoluzioni

Il reparto dei portieri è forse il più spinoso da risolvere. Numericamente, la Juventus può contare su tre estremi difensori: Michele Di Gregorio, Mattia Perin e Carlo Pinsoglio, come confermato dalla lista per il pre-season tour. Tuttavia, il problema è di natura qualitativa e contrattuale. Perin e Pinsoglio sono in scadenza di contratto a fine stagione, ma è sul futuro di Di Gregorio che si concentrano le principali incertezze.

Nonostante l'ottimo precampionato, in cui ha mantenuto la porta inviolata in tutte le amichevoli, e la stima del nuovo dirigente Massara, l'ambiente attorno al portiere si è fatto pesante, anche a causa del clamoroso sfogo social del suo agente. La dirigenza sembra orientata verso la cessione, con diversi club inglesi che monitorano la situazione, sebbene al momento non ci siano offerte concrete. In parallelo, la società è alla ricerca di un nuovo titolare e il nome caldo, come riportato da diverse fonti, è quello di Zion Suzuki.

L'operazione si prospetta complessa: il giapponese, di proprietà del Parma, potrebbe arrivare in prestito dal Paris Saint Germain, qualora il club francese decidesse di acquistarlo prima di girarlo ai bianconeri. Un'operazione che solleva più di un interrogativo, considerando il profilo della società e la crucialità del ruolo.

L'abbondanza in attacco e il nodo Vlahovic

Il reparto offensivo è quello che, sulla carta, presenta la maggiore abbondanza numerica. Per i quattro ruoli del 4-2-3-1 di Spalletti, la rosa conta ben 10 giocatori: Kerim Alajbegovic, Randal Kolo Muani, Jeff Ekhator, Nico Gonzalez, Jeremie Boga, Francisco Conceicao, Jonathan David, Arkadiusz Milik, Kenan Yildiz e Edon Zhegrova. Un parco attaccanti di tutto rispetto, che potrebbe però subire delle modifiche in base alle esigenze di bilancio. Il vero punto interrogativo resta il futuro del centravanti titolare.

Dusan Vlahovic, in scadenza di contratto nel 2026, sembra destinato a lasciare la Continassa per non essere ceduto a parametro zero. La sua partenza, quasi certa, riaprirebbe la necessità di trovare un erede, una punta di peso che possa fare la differenza. In questo scenario, i nomi di Jonathan David e Lois Openda, entrambi in rosa, potrebbero acquisire un ruolo diverso, diventando opzioni per il ruolo di prima punta, a seconda di come si evolverà il mercato e delle uscite che si concretizzeranno.

La presenza di Milik, reduce da un precampionato che ne ha rialzato le quotazioni di permanenza, e di Kolo Muani, riportato a Torino, aggiunge ulteriori tasselli a un mosaico che Spalletti dovrà comporre con cura.

Le altre priorità: difesa e centrocampo

Se il portiere e l'attacco sono i reparti che richiedono interventi più mirati, non mancano riflessioni anche per la difesa e il centrocampo, dove il club ha già operato alcuni colpi di mercato. In difesa, l'arrivo di Zeki Celik ha fornito un'alternativa sulla fascia destra, andando a completare un reparto che già poteva contare su giocatori come Kalulu, Bremer, Gatti, Kelly, Cambiaso e Cabal. La priorità, in questo caso, potrebbe essere più legata a eventuali partenze che a nuovi innesti.

A centrocampo, la situazione è simile: il recupero di Douglas Luiz, rientrato dal doppio prestito e ora sotto la lente di Spalletti, rappresenta un'incognita e una potenziale risorsa. Il brasiliano, insieme a Locatelli, Koopmeiners, Miretti e McKennie, offre una rosa numerosa nel cuore del gioco. Le cessioni di Openda, Adzic, Rouhi e Joao Mario, già avviate, sono un primo passo per alleggerire la rosa e fare cassa.

Ma la sensazione è che, con una rosa di 28 giocatori, altri addii siano necessari per rifinire la squadra e soddisfare appieno le richieste di un tecnico esigente come Spalletti, che ha già fatto sapere di volere una rosa più snella e funzionale alle sue idee.

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