Il caso Solovyev, Tajani all’ambasciatore russo: inaccettabili le offese a Meloni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Farnesina ha convocato l’ambasciatore della Federazione Russa, Alexey Paramonov, per trasmettere una protesta formale – raramente si era vista tanta durezza nei canali diplomatici – dopo le parole pronunciate dal noto giornalista Vladimir Solovyev contro la presidente del Consiglio. Quest’ultimo, com’è emerso durante il colloquio, aveva definito Giorgia Meloni “fascista” in un intervento andato in onda su Russia 1, canale che, va ricordato, appartiene al network statale. Paramonov, sollecitato ripetutamente dai funzionari italiani, ha dichiarato di essersi dissociato già dalla serata precedente, ribadendo la propria posizione per tutta la durata dell’incontro.

La reazione di Tajani: “Linguaggio volgare da una tv di Stato”

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo a margine di un evento romano con il suo omologo polacco Radoslaw Sikorski, ha spiegato che all’ambasciatore è stato rappresentato con chiarezza il punto di vista italiano. “È inaccettabile”, ha affermato, “che un commentatore della televisione Russia 1 – che è la televisione di Stato – usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti del primo ministro di uno Stato libero e democratico come è l’Italia”. Una presa di posizione netta, la sua, che ha trasformato un episodio mediatico in un atto ufficiale di natura politica e giuridica.

Solovyev e il precedente del 2022 con Del Debbio

Il nome di Vladimir Solovyev, va detto, non è nuovo al pubblico italiano. Già nel 2022, durante un’intervista a “Dritto e Rovescio” con Paolo Del Debbio, il giornalista russo aveva tuonato contro quelle che definiva “fake news” della televisione italiana, accusandola di diffondere propaganda anti-russa. In quell’occasione il tono era già aspro: “Non osate”, aveva intimato, usando un linguaggio che allora suscitò polemiche ma non una convocazione ufficiale. Stavolta, però, la destinataria dell’insulto è il capo del governo, e la Farnesina ha scelto di non lasciar correre.

Mieli e le reazioni politiche: l’attacco a Salvini

Nel dibattito di “Otto e Mezzo”, condotto da Lilli Gruber, l’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli ha offerto una lettura articolata della vicenda. Mieli, dopo aver ricordato che Solovyev è una figura vicina al Cremlino, ha puntato il dito contro Matteo Salvini, accusandolo – senza mezzi termini – di aver utilizzato in altre circostanze parole “offensive e sprezzanti” nei confronti del Capo dello Stato. E ha aggiunto, con una certa durezza, che il leader della Lega non avrebbe assunto una posizione altrettanto netta neppure stavolta, a differenza di quanto fatto da Elly Schlein e Giuseppe Conte, scesi in campo con maggiore decisione nella difesa della premier.

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