Il Fisco approda sull'App IO, con le notifiche delle Corti tributarie e le udienze su Teams

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Da oggi, mercoledì 3 dicembre, il percorso di digitalizzazione della giustizia tributaria compie un passo concreto nella vita dei contribuenti e dei loro legali. Il Dipartimento della giustizia tributaria del Ministero dell'economia e delle finanze ha infatti attivato, all'interno dell'App IO, il servizio "Avvisi comunicazioni delle Corti di giustizia tributaria". Si tratta di una funzionalità che, integrata nel più ampio Processo Tributario Telematico, ha lo scopo di garantire una maggiore certezza nella ricezione degli atti: quando le segreterie delle Corti inviano, tramite il sistema informativo SIGIT, le convocazioni in udienza tramite posta elettronica certificata, l'interessato riceverà un messaggio di avvenuta consegna direttamente sull'applicazione di Stato. Una semplificazione non di poco conto, la quale mira a ridurre i rischi di notifiche mai giunte a destinazione e a rendere più lineare, per chiunque abbia un contenzioso in corso con l'erario, il flusso delle comunicazioni ufficiali.

Un cambiamento strutturale per le udienze a distanza

La spinta innovativa non si limita alle semplici notifiche, ma investe la stessa conduzione delle udienze, destinata a mutare radicalmente a partire dal prossimo anno. Con un decreto emanato il 24 novembre, il Mef ha infatti disciplinato in modo organico lo svolgimento delle udienze da remoto nel contenzioso tributario, stabilendo che le nuove regole tecnico-operative avranno piena attuazione a decorrere dal 1° gennaio 2026. La piattaforma designata per le sessioni a distanza sarà Microsoft Teams, la cui adozione segna il passaggio da una misura emergenziale, come fu durante la pandemia, a una modalità strutturale e permanente di amministrazione della giustizia. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire, in questo nuovo contesto digitale, le stesse tutele processuali e le medesime condizioni di partecipazione previste per le tradizionali udienze in presenza.

Le regole per preservare il contraddittorio e la sicurezza

Il quadro normativo introduce una serie di paletti chiari, volti a preservare la serietà del dibattimento e la riservatezza delle parti. Sarà, ad esempio, espressamente vietato effettuare registrazioni audio o video delle sessioni, così come sarà interdetto l'utilizzo della messaggistica istantanea interna alla piattaforma per scambi concernenti la causa. Il deposito di documenti, d'altro canto, non potrà avvenire tramite Teams, ma dovrà seguire i canali ufficiali del Processo Tributario Telematico. Si tratta di disposizioni che mirano a circoscrivere l'uso dello strumento tecnologico alla sua funzione primaria, quella di permettere lo svolgimento dell'udienza, evitando dispersioni e garantendo che il contraddittorio si svolga in un ambiente formale e controllato, non diversamente da quanto accadrebbe in un'aula di tribunale.

L'evoluzione di un percorso di modernizzazione

Queste innovazioni, prese nel loro insieme, delineano una trasformazione profonda nel rapporto tra il cittadino e la giustizia tributaria. L'arrivo degli avvisi sull'App IO, strumento ormai familiare a molti per i servizi della pubblica amministrazione, e la sistematizzazione delle udienze telematiche rispondono a un'esigenza di efficienza e di accessibilità. Se da un lato si semplificano le comunicazioni, rendendone più immediata la ricezione, dall'altro si offre una modalità alternativa per seguire le fasi processuali, che può risultare particolarmente vantaggiosa per chi risiede lontano dalla sede del tribunale competente. È un cambiamento che, pur nella sua tecnicità, tocca da vicino la pratica quotidiana di avvocati e contribuenti, inserendosi in un cammino di ammodernamento i cui effetti si misureranno nella concretezza dei procedimenti.

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