Sospensione dei negoziati con l'UE: la crisi politica in Georgia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Georgia, paese situato nel Caucaso meridionale, è attualmente al centro di una grave crisi politica, caratterizzata da un conflitto istituzionale tra il governo e la presidenza, accuse di brogli elettorali e una profonda polarizzazione. Il recente annuncio del governo di sospendere i negoziati con l'Unione Europea fino al 2028 ha scatenato un'ondata di proteste che ha coinvolto tutto il Paese.

Le elezioni parlamentari del 26 ottobre hanno visto trionfare il partito di governo Sogno Georgiano, al termine di una campagna elettorale fortemente polarizzata. Il collegio elettorale georgiano, costituito da parlamentari e rappresentanti locali, ha eletto Mikheil Kavelashvili, un ex calciatore di 53 anni che giocò in Premier League per il Manchester City, privo di titolo di studio e noto per la retorica fortemente anti-occidentale, come nuovo presidente della Georgia.

Nel frattempo, a Bruxelles, Kaja Kallas, appena insediata come Alto Rappresentante dell'UE per la politica estera, ha presieduto il suo primo Consiglio europeo formato Affari esteri. La sua prima prova pubblica è stato lo scontro con l'Ungheria di Viktor Orbán, che ha posto il suo primo veto al Consiglio Affari esteri.

In questo contesto, la situazione in Georgia rimane tesa e incerta, con il governo che cerca di mantenere il controllo e l'opposizione che continua a mobilitare i cittadini contro le decisioni prese dall'esecutivo.

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