Windrose supera il milione di copie e sfonda il muro dei duecentomila giocatori su Steam

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non ci voleva un genio, certo, per prevedere un buon esordio di Windrose, quel survival piratesco che già durante lo Steam Next Fest di febbraio aveva rubato l’occhio a critica e pubblico; ma quello a cui stiamo assistendo da sei giorni a questa parte – esattamente da quando il titolo ha gettato l’ancora in Accesso Anticipato – ha i contorni di un vero e proprio fenomeno di massa. Lo sviluppatore Kraken Express e l’editore Pocketpair Publishing possono infatti festeggiare un traguardo ragguardevole: la barra del milione di copie vendute è stata abbattuta nel giro di pochissime sessioni di gioco, considerando che il debutto risale allo scorso 14 aprile. Un risultato, quest’ultimo, che acquista un peso specifico ancora maggiore se lo si osserva attraverso la lente dei picchi di utenza contemporanea, dove il titolo ha toccato quota 222.143 giocatori in contemporanea solo su Steam, piazzandosi saldamente nella top six della piattaforma alle spalle dei soliti mostri sacri.

L’effetto “polished” e il fascino del combat “souls-lite”

A muovere le masse di giocatori – oltre duecentomila navigatori che affollavano i mari virtuali nel picco del weekend – non è soltanto la promessa di un’avventura open world a tema bucaniero, quanto piuttosto la solidità tecnica di una produzione che, sebbene in fase di sviluppo preliminare, sfida spesso e volentieri le convenzioni del settore. Si parla tanto di rifiniture e fluidità quando si analizza Windrose, e c’è chi lo definisce sorprendentemente “polished” per essere un early access, laddove il movimento del personaggio non risulta legnoso e le meccaniche di costruzione – quelle che di solito fanno storcere il naso in questo genere – si rivelano invece immediate e soddisfacenti. Ma è il sistema di combattimento, un ibrido che gli addetti ai lavori etichettano come “souls-lite”, a fare la differenza: la gestione della stamina, la necessità di leggere i pattern nemici e l’alternanza tra sable e archibugio restituiscono una sfida che non è mai banale, lontana anni luce dalle semplici maratone di click a cui ci avevano abituati certi competitor.

Un successo costruito sulla pazienza e sulla qualità della vita

La strada verso questo milione di copie, va detto, è stata lastricata da una strategia di lancio quantomai oculata. Gli sviluppatori hanno avuto la pazienza – dote rara nell’industria contemporanea – di affinare la mira prima di sparare la salva di avvio. La demo presentata durante il Next Fest, che aveva già totalizzato oltre ottocentomila giocatori attivi, non era un semplice specchietto per le allodole, ma un assaggio sostanzioso che ha convinto le masse ad aggiungere il titolo nelle liste dei desideri. E nel calderone del successo ci finiscono anche quelle piccole grandi accortezze definite “qualità della vita”: la possibilità di resettare talenti e statistiche senza penitenze, la “magic storage” che pesca automaticamente le materie prime dai forzieri vicini durante la costruzione e la totale assenza di quella frustrazione da grinding fine a sé stesso che affligge molti competitor.

L’identità perduta di “Crosswind” e la corsa verso l’orizzonte

Qualcuno, tra i navigatori più attenti, lo ricorderà con il vecchio nome di Crosswind, una dicitura che è stata cambiata in corsa per meglio rappresentare l’essenza di questa avventura: un vento, quello di Windrose, che soffia forte e costante, capace di riempire le vele di una community affamata di contenuti PvE autentici. Lasciandosi alle spalle l’idea originale di un MMO – poi scartata per concentrarsi su una cooperativa più intima e gestibile – Kraken Express ha imbastito una struttura che tiene insieme esplorazione procedurale, costruzione di basi e un’ambientazione che oscilla tra l’epoca d’oro della pirateria e foschi segreti soprannaturali. Che questo milione di copie rappresenti solo l’inizio di una lunga cavalcata o il picco massimo di un fenomeno passeggero è presto per dirlo, ma i numeri – crudi, incontrovertibili – raccontano di un’imbarcazione che al momento viaggia a vele spiegate, lasciando una scia di polvere da sparo e recensioni “molto positive” alle proprie spalle.

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