L'Argentina e la sua lotta contro l'inflazione
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Redazione Esteri
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Dal 1946, l'Argentina sembra essere caduta in una maledizione. Un tempo prospera, ha cambiato molti governi, incluso un periodo di dittatura militare, ma nonostante alcuni tentativi di ripresa, è scivolata sempre più in basso. Ha subito un doppio default e un concordato del debito pubblico che ha fatto storia. In negativo. E non parliamo dell'inflazione galoppante (142%), un vero flagello.
Ma c'è una nuova speranza all'orizzonte. Il presidente eletto dell'Argentina, Javier Milei, ha annunciato in un'intervista che il suo governo realizzerà "un forte aggiustamento fiscale volto all'azzeramento diretto del deficit finanziario". Ha promesso che l'Argentina tornerà solvibile e pagherà il debito di 45 miliardi di dollari più interessi con il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Milei ha avvertito che sarà uno shock e non ci sarà gradualità.
Javier Milei è un personaggio unico. È un economista ortodosso ultraliberista, un provocatore di destra nato per il piccolo schermo, un uomo con un ego smisurato. Con la sua elezione, l'Argentina ha scelto di vivere un'esperienza non banale. Solo il tempo dirà se le sue politiche porteranno il cambiamento tanto necessario.




