WhatsApp introduce la pubblicità: inserzioni solo in stati e canali, niente invasività nelle chat

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   ROMA – Dopo anni di attesa, anche WhatsApp – l’ultima piattaforma di Meta a esserne rimasta finora immune – si prepara a ospitare pubblicità. La novità, annunciata ieri, non stravolgerà l’esperienza degli utenti, ma segna un punto di svolta per l’app di messaggistica più utilizzata al mondo, con oltre 1,5 miliardi di persone collegate. Le inserzioni compariranno esclusivamente nella sezione "stati", dove già è possibile condividere contenuti temporanei, e all’interno dei "canali", feed unidirezionali dedicati ad aziende o personalità.

A differenza di quanto accade su Facebook e Instagram, dove gli annunci sono integrati nel flusso principale, WhatsApp garantisce che chat e gruppi resteranno liberi da promozioni. "Non ci sarà accesso ai messaggi, né ai numeri di telefono o alle conversazioni", ha precisato Mark Zuckerberg, cercando di placare le preoccupazioni sulla privacy. Tuttavia, il sistema utilizzerà dati come la posizione, la lingua e il comportamento degli utenti di fronte alle inserzioni, aprendo la strada a una profilazione mirata.

La mossa, seppur annunciata come non invasiva, solleva interrogativi sulla compatibilità con le norme Ue in materia di trasparenza e consenso. Già in passato Meta è finita nel mirino delle autorità per l’uso dei dati personali, e non è escluso che l’introduzione degli spot su WhatsApp possa riaccendere polemiche. Quel che è certo è che Zuckerberg, dopo quasi dieci anni, ha raggiunto l’obiettivo: integrare anche questo servizio nel circuito pubblicitario che alimenta il suo impero digitale.

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