Il multiverso chiama, tornano i padri: Thor e Captain America in Avengers: Doomsday
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La macchina del marketing Marvel, dopo un periodo di relativo silenzio, si riaccende con la potenza di un Bifröst e punta i riflettori, in modo quasi malizioso, sulle figure paterne. Il ritorno di Chris Hemsworth nel ruolo di Thor, assente dalla timeline principale del Marvel Cinematic Universe dall’uscita di "Thor: Love and Thunder" nel 2022, non è più una semplice speculazione da forum ma una realtà annunciata dal nuovo trailer di "Avengers: Doomsday", proiettato nelle sale prima di "Avatar: Fuoco e Cenere". L’eroe asgardiano, che ha affrontato divinità e guardiani della galassia, appare ora in una vesta più intima e sorprendente, al fianco di una giovane figlia, introducendo una dinamica narrativa del tutto inedita per il personaggio mentre l’intera saga del Multiverso si avvia, non senza scosse, verso la sua conclusione prevista per il 2026.
Un mistero temporale da risolvere
La sorpresa, tuttavia, non si è fermata al Dio del Tuono. Poche ore dopo la diffusione di quelle immagini, infatti, i Marvel Studios hanno ufficialmente pubblicato online il primo di quattro teaser trailer destinati ad alimentare l’attesa fino al debutto nelle sale, previsto per dicembre del prossimo anno. Il filmato, che ha immediatamente fatto registrare numeri da record su tutti i canali social dello studio, ha confermato senza più alcun dubbio un altro, clamoroso, ritorno: quello di Chris Evans nei panni di Steve Rogers. La presenza di Captain America, che molti ritenevano ormai definitivamente congedatosi dopo la scelta, commovente e definitiva, di vivere una vita intera nel passato insieme a Peggy Carter nel finale di "Avengers: Endgame", ha scatenato un vortice di domande. La risposta, offerta dalle stesse inquadrature del teaser, è stata altrettanto diretta: Rogers, nella sua nuova linea temporale, non solo ha vissuto quell’esistenza serena ma ha anche avuto un figlio con l’agente dello S.H.I.E.L.D., un dettaglio che riscrive – e non poco – le regole del gioco stabilite dalla precedente avventura epica.
Doom all’orizzonte e riprese concluse
Lo sguardo, ora, si allarga al contesto più ampio di una produzione colossale, le cui riprese sono dichiarate terminate. "Avengers: Doomsday" si configura come la prima parte del crossover finale della Saga del Multiverso, un atto narrativo di transizione destinato a preparare il terreno per l’esplosivo "Secret Wars". In questo mosaico in divenire, mentre i protagonisti di un’era scoprono responsabilità familiari inaspettate, l’ombra del grande antagonista si fa già minacciosamente lunga: Robert Downey Jr., in un ritorno anch’esso carico di significato, interpreterà infatti il temibile Victor Von Doom, noto al vasto pubblico dei comic come Dottor Destino, una minaccia di portata cosmica e intelligenza strategica superiore, che sembra richiedere proprio l’unione di tutte le forze disponibili, vecchie e nuove.
Nuove paternità e vecchi eroi
Il tema della paternità, dunque, emerge con forza come uno dei cardini attorno ai quali potrebbe ruotare l’intreccio di "Doomsday". Se il trailer di Hemsworth mostrava una relazione appena abbozzata, quello di Evans la presenta come un fatto compiuto e consolidato, suggerendo percorsi paralleli per due pilastri degli Avengers originali. Questa scelta narrativa, che sposta l’asse dai conflitti puramente fisici a quelli più intimisti e generazionali, rappresenta una sfida audace per gli sceneggiatori, chiamati a bilanciare l’epica sconfinata del Multiverso con le storie umane – pur se interpretate da un dio e da un super-soldato – dei suoi eroi. Il tutto, mentre la minaccia di Doom, che tradizionalmente nelle storie a fumetti ambisce a un controllo assoluto sulla realtà stessa, incombe come una spada di Damocle su ogni linea temporale possibile.




