Chi è Vance Luther Boelter, il killer di Minneapolis che ha ucciso la deputata Melissa Hortman
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Redazione Esteri
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Nell’auto di Vance Luther Boelter, il 57enne accusato dell’attacco armato che sabato mattina ha ucciso la deputata democratica Melissa Hortman e suo marito, ferendo gravemente il senatore John Hoffman e la moglie, è stato rinvenuto un manifesto in cui prometteva di "purificare l’America" dalla "corruzione dei democratici". Il documento, dal tono violentemente ideologico, lascia intravedere un movente politico, anche se le indagini – ancora in corso – dovranno chiarire se si sia trattato di un gesto premeditato o dell’esito di un disagio personale.
Boelter, esperto di sicurezza e direttore della Praetorian Guard Security Services, una società privata specializzata in servizi di pattuglia, aveva alle spalle un passato da predicatore anti-abortista e legami con ambienti evangelici. Addestrato da ex militari, il sospettato – che al momento è ancora latitante – aveva lasciato intendere ai conoscenti di aspettarsi una fine violenta. "Potrei morire presto", aveva scritto in un messaggio al coinquilino David Carlson, con cui viveva da poco più di un anno ma che conosceva dall’infanzia.
Oltre al manifesto, nell’abitacolo della sua auto è stata trovata una lista con 70 nomi, che le autorità stanno ora esaminando per verificare se si trattasse di potenziali obiettivi. La scelta delle vittime, tutte esponenti del Partito Democratico, sembra confermare un odio politico ben radicato, anche se non è ancora chiaro se Boelter abbia agito da solo o con complici.
Particolare inquietante è il fatto che l’uomo si sia presentato alle abitazioni delle vittime vestito da poliziotto, sfruttando forse la sua esperienza nel settore della sicurezza privata per guadagnarne la fiducia. L’attacco, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha colto tutti di sorpresa, scatenando una vasta caccia all’uomo che al momento non ha ancora portato alla sua cattura.
Nonostante i toni del manifesto e i riferimenti a una "purificazione" dell’America, che potrebbero far pensare a un gesto simbolico, le autorità evitano per ora di definire l’accaduto come terrorismo domestico. Quel che è certo è che Boelter, il cui profilo combina estremismo ideologico e preparazione militare, rappresenta una figura pericolosa, la cui fuga prolungata desta preoccupazione.




