Addio Spid, arriva la Cie: dal 2026 solo identità digitale per l’Europa
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Redazione Interno
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Con il progressivo, e ormai inarrestabile, avanzamento del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione, molti degli strumenti che hanno caratterizzato gli ultimi anni sono destinati a evolversi o a scomparire. Una delle novità più significative, che interesserà milioni di cittadini, riguarda il futuro del Sistema Pubblico di Identità Digitale, lo Spid, il quale verrà gradualmente assorbito e sostituito dalla Carta d’Identità Elettronica, la Cie. Questo passaggio, che non sarà immediato ma procederà di pari passo con l’implementazione del cosiddetto “IT Wallet”, il portafoglio digitale dello Stato, segna una tappa fondamentale nel percorso di adeguamento alle normative europee.
La spinta decisiva giunge, infatti, da Bruxelles. Il Regolamento Ue 2019/1157, che impone standard di sicurezza più elevati per i documenti di identificazione all’interno dell’Unione, stabilisce che, a partire dal prossimo 3 agosto 2026, i documenti cartacei non saranno più validi per l’espatrio. Ciò significa che la vecchia carta d’identità in formato cartaceo, anche se perfettamente in corso di validità, non potrà più essere utilizzata per varcare i confini nazionali, per i quali sarà obbligatorio esibire o il passaporto o, appunto, la nuova Cie.
La carta d’identità elettronica, che già molti possiedono, incorpora una serie di tecnologie avanzate che la rendono estremamente sicura e difficile da contraffare. L’elemento chiave, in questo senso, è la presenza della “Machine Readable Zone” (MRZ), una zona a lettura ottica che consente alle apparecchiature degli valichi di frontiera di acquisire in modo rapido e sicuro i dati del titolare. È proprio questa caratteristica, resa obbligatoria dal regolamento comunitario, a decretare la fine dei documenti cartacei con un anticipo di cinque anni rispetto alla scadenza generale fissata per il 2031.




