Arisa cancella la foto in topless e spiega il dietrofront: «Non mi faceva stare bene»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La cantante Arisa, all'anagrafe Rosalba Pippa, ha rimosso dal suo profilo Instagram lo scatto in topless che aveva pubblicato lo scorso 20 agosto in occasione del suo quarantaquattresimo compleanno, un'immagine che la ritraeva in riva al mare indossando soltanto la parte inferiore del costume da bagno e con due emoji a forma di fiorellino rosa posizionate strategicamente a coprire il seno, una scelta che aveva suscitato non poche reazioni tra i follower.

Quella che era nata come una celebrazione spensierata del proprio corpo, un modo per mostrarsi orgogliosa delle proprie forme a quarantaquattro anni, è stata poi seguita da un ripensamento che la stessa artista ha voluto spiegare personalmente, senza lasciare spazio a fraintendimenti o ipotesi di censura da parte della piattaforma social.

Il post di chiarimento e le parole della cantante

A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione, la foto è infatti sparita dal profilo di Arisa e, con un lungo sfogo pubblicato nelle scorse ore, la cantante genovese ha voluto mettere i puntini sulle i, raccontando il suo stato d'animo e le ragioni che l'hanno spinta a fare marcia indietro: "Ho tolto la foto dove mostravo le mie fattezze 44enni perché non mi faceva stare bene", ha scritto in un post che ha riassunto gli ultimi dieci giorni trascorsi in vacanza al mare, aggiungendo una riflessione che ha colpito molti dei suoi seguaci.

"Ho fatto di peggio lo so, ma nella vita le cose cambiano", ha proseguito la cantante, ammettendo senza giri di parole di aver condiviso in passato contenuti ben più audaci, ma sottolineando al contempo come il proprio rapporto con il corpo e con l'esposizione mediatica si sia trasformato nel corso del tempo.

Un mea culpa inaspettato tra social e libertà

Le parole di Arisa hanno assunto i contorni di un vero e proprio mea culpa, seppur accompagnato da una consapevolezza matura e mai autocommiserativa: la cantante non si è nascosta dietro giustificazioni di sorta, né ha addossato la colpa a pressioni esterne o a fantomatici episodi di body shaming, preferendo invece raccontare con onestà il disagio che quella foto, dopo i primi entusiasmi, aveva iniziato a suscitare in lei.

L'immagine, che era stata comunque ritoccata con le emoji per renderla conforme ai parametri di pubblicabilità richiesti dai social network, non aveva infranto alcuna regola della comunità di Instagram e la sua rimozione è quindi da attribuire unicamente a una scelta personale e ponderata, come del resto confermato dalla stessa Arisa nel suo intervento.

La vicenda, partita come un semplice scatto per celebrare un traguardo anagrafico, si è così trasformata in un'occasione di riflessione pubblica sul rapporto tra celebrità, immagine di sé e libertà di mostrarsi, temi che la cantante ha sempre affrontato con schiettezza sin dai tempi del suo esordio nel mondo della musica.

Il dietrofront e la reazione dei follower

La decisione di rimuovere la foto ha inevitabilmente generato un ampio dibattito tra i fan e i curiosi che avevano commentato lo scatto nei giorni precedenti, divisi tra chi aveva apprezzato il gesto di coraggio e chi invece aveva espresso perplessità o critiche, ma Arisa ha scelto di non alimentare ulteriormente la polemica e di limitarsi a spiegare il suo punto di vista con parole semplici e dirette.

"Non mi faceva stare bene", ha ripetuto la cantante, quasi a voler ribadire che il benessere personale viene prima di qualsiasi logica di esposizione o di costruzione di un personaggio pubblico, e che cambiare idea, persino su un gesto apparentemente leggero come una foto in topless, non è affatto un segno di debolezza ma piuttosto di evoluzione interiore.

La vicenda si chiude quindi con un gesto di autenticità che forse pochi si aspettavano da un'artista abituata a muoversi tra palcoscenici e riflettori, e che dimostra come anche le celebrità, al pari di chiunque altro, possano rivedere le proprie scelte e ammettere di aver sbagliato o di essersi semplicemente ricredute, senza per questo dover dare conto a nessuno se non a se stesse.

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