Mara Maionchi, gli 85 anni e i tradimenti perdonati: “Gli uomini sono fatti così”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mara Maionchi, che di lì a poco spegnerà 85 candeline (il 22 aprile, per l’esattezza), non ha mai fatto mistero della sua vocazione alla sincerità più brutale, quella che in tv l’ha resa un’icona amatissima proprio perché capace di mescolare ironia e irriverenza senza mai scadere nel politically correct. E così, in una recente intervista rilasciata a «Vanity Fair», la discografa – che si definisce “nata e cresciuta controcorrente” – ha deciso di tornare a parlare senza rete di amore, fedeltà e di quel lungo matrimonio che dura ormai da cinque decenni. Un traguardo, quest’ultimo, che lei stessa celebra con la consapevolezza di chi ha attraversato tempeste e bonacce, compresi tradimenti che, a suo dire, vanno inquadrati in una certa antropologia maschile piuttosto che vissuti come tragedie domestiche.

“Ho perdonato il tradimento, gli uomini sono fatti così”

La frase, destinata a fare il giro del web, arriva dritta come un pugno: Mara Maionchi ammette di aver perdonato un’infedeltà, e lo spiega con un realismo che non ammette recriminazioni né vittimismi. “Gli uomini sono fatti così”, avrebbe dichiarato, quasi a voler suggerire che certe dinamiche – se circoscritte nel tempo e prive di conseguenze strutturali – non devono per forza mandare in frantumi un’unione costruita su affetto, abitudine e complicità. Cinque minuti di festa, li definisce altrove con la sua tipica schiettezza, non rompono una famiglia. Un’affermazione, questa, che ha il sapore di una sentenza maturata sul campo, senza la mediazione di manuali di psicologia o di guru sentimentali.

Le cinghiate a Pappalardo e il rifiuto della chirurgia plastica

Nella stessa intervista, la Maionchi non ha risparmiato un altro aneddoto gustoso e rivelatore del suo carattere: “Ho preso a cinghiate Pappalardo – avrebbe raccontato –, mi faceva girare le balle”. Un episodio che, per quanto marginale nel quadro della sua biografia, serve a tratteggiare una donna abituata a risolvere i conflitti in modo diretto, fisico persino, senza delegare a terzi la gestione della propria rabbia. Sul fronte estetico, poi, la futura ottantacinquenne si dice contraria alla chirurgia plastica, con un ragionamento che merita di essere riportato: “Perché sembrare eterni giovani se non puoi fare le cose da giovani?”. Bisogna rispettare le peculiarità di ogni età, aggiunge, anche per scoprirsi diversi da come si è stati.

Cinquant’anni di matrimonio senza chiedere il permesso

A fare da sfondo a queste dichiarazioni c’è una storia lunga mezzo secolo, quella con il marito (del quale, nei materiali forniti, non viene specificato il nome, né si fa cenno a dettagli cronologici ulteriori). Un’unione che lei stessa ha definito, in altre occasioni, come il frutto di una coppia di caratteri forti, capace di assorbire gli urti senza spezzarsi. Non si parla di litigi plateali né di separazioni lampo; si parla piuttosto di una resilienza quotidiana, fatta di compromessi non sempre dichiarati ma comunque funzionali alla sopravvivenza del patto. E in questo quadro, il perdono del tradimento diventa non tanto un atto eroico quanto una scelta pragmatica, lontana anni luce dalla retorica del “tradimento come fine del mondo”.

Una vita controcorrente, tra musica e televisione

Del resto, l’intera esistenza di Mara Maionchi – dalla gavetta discografica ai riflettori del piccolo schermo – è stata un susseguirsi di scelte controcorrente, come lei stessa ama ricordare. Cresciuta con il mito di nonna Celestina e formatasi tra banchi di scuola e primi impieghi, ha attraversato la storia della musica italiana senza mai chiedere il permesso a nessuno, stringendo amicizie e colleganze che hanno segnato un’epoca. Oggi, a un passo dagli 85 anni, chiede solo che quel traguardo sia “visibile in tutto il suo splendore”, senza ritocchi né finzioni. E se c’è una lezione che si può estrarre dalle sue parole – senza per questo cadere in facili moralismi – è che la fedeltà assoluta non è l’unico metro per misurare la tenuta di un amore lungo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.