BYD sceglie Pechino per sfidare il gelo e la concorrenza con la sua batteria "antartica" e un attacco al segmento premium

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Quando si parla di mobilità elettrica, il nemico giurato, si sa, non è solo l’autonomia dichiarata su ciclo WLTP, ma il termometro che scende sotto zero. E se c'è un costruttore che ha deciso di prendere il toro per le corna – o meglio, di congelarlo – quello è BYD, il colosso cinese che ormai da mesi (anzi, da un paio d'anni) ha definitivamente scalzato Tesla dalla vetta delle vendite globali. In occasione del Salone di Pechino, infatti, la casa di Shenzhen ha voluto offrire una dimostrazione pratica e senza filtri: dentro una camera fredda mantenuta a -31,6 gradi, un veicolo del gruppo (nello specifico del marchio Denza) è rimasto in funzione e in carica, sotto gli occhi dei visitatori, per provare che la cosiddetta "ansia da freddo" non è più un problema così drammatico. Non si è trattato di uno specchietto per le allodole; l’obiettivo era mostrare l’efficienza del nuovo sistema di super-ricarica Flash Charging, che riesce a portare la batteria dal 20 al 97% in soli 12 minuti, anche quando il termometro segna trenta gradi sotto zero. Un balzo in avanti tecnologico, questo, reso possibile dall’evoluzione della ormai celebre "lama" (Blade Battery 2.0), capace di mantenere oltre l'85% della sua capacità operativa a -20 gradi.

La risposta al "winter is coming" delle EV e l’assedio al mercato europeo

Non è un caso che BYD abbia insistito proprio su questo aspetto, dato che la cronaca recente ci ha restituito l'immagine (specie negli Stati Uniti e in Nord Europa) di lunghe file di auto elettriche in attesa di una colonnina, con gli accumulatori che faticavano a riscaldarsi. La Casa cinese ha così voluto rispondere a quelle critiche, anzi, ha voluto trasformare quella debolezza in un vantaggio competitivo. Ecco allora che i tecnici, nella camera fredda del salone cinese, hanno letteralmente glassato le carrozzerie con spruzzi d’acqua per simulare le condizioni più estreme, dimostrando che la chimica LFP (litio-ferro-fosfato) delle loro batterie, se abbinata a un'efficiente gestione termica, non teme confronti. Se a questo aggiungiamo la volontà di installare migliaia di questi super-caricatori (si parla di potenze che toccano i 1.000 kW) prima in Cina e poi in Europa, si capisce che la strategia non è solo difensiva, ma punta a rimuovere uno degli ultimi ostacoli psicologici all'acquisto per i consumatori del Vecchio Continente.

BYD Ti7, il "Titanio" che sfida il mito britannico del fuoristrada

Ma la febbre da espansione di BYD non si ferma certo alla ricerca di base o ai segmenti generalisti. L'azienda, che ha già mostrato i muscoli con berline ad alte prestazioni come la Denza Z9 GT (dedicata a tenere testa a Porsche) e con citycar economiche come la Dolphin Surf, ha annunciato l'arrivo in Europa del BYD Ti7 entro la fine del 2026. Il nome, Ti, sta per "Titanium" (titanio, ndr), e il messaggio – più che chiaro – è indirizzo diretto a un'icona su due assi: la Land Rover Defender. Si tratta di un maxi SUV dalle linee squadrate, lungo circa 5 metri e largo 2, che strizza l'occhio all'estetica del modello britannico, ma con un’anima prevalentemente ibrida plug-in (un 1.5 turbo benzina affiancato da uno o due motori elettrici) capace di offrire fino a 200 km di autonomia elettrica secondo il ciclo cinese CLTC. Attenzione, però: chi cercasse le doti estreme del fuoristrada inglese potrebbe rimanere deluso, perché gli angoli di attacco e uscita (24 e 25 gradi) e la capacità di guado (600 mm) sono inferiori rispetto al "sovrano" di Solihull, segno che il lusso e la tecnologia (schermi da 15,6 pollici, frigorifero integrato e persino una piattaforma per droni sul tetto nella versione cinese) contano più della pura trazione su roccia.

Trentamila preordini in 24 ore: il "Great Tang" detta la legge

A confermare che il pubblico, quantomeno quello domestico, apprezza questa direzione, ci pensano i dati di vendita dell'ultima ammiraglia. Parliamo del SUV Great Tang, un gigante da oltre 5,3 metri con sette posti, disponibile sia in versione 100% elettrica (con un'autonomia dichiarata di 950 km in ciclo CLTC) sia nella ibrida. Beh, la risposta del mercato è stata talmente folle da far impallidire qualsiasi record occidentale: in sole 24 ore dal lancio, BYD ha registrato oltre 30.000 preordini vincolanti. C'è chi parla addirittura di una richiesta totale (includendo depositi rimborabili e manifestazioni d'interesse) che avrebbe sfiorato le 60.000 unità in 48 ore. Si tratta di un traino pazzesco per un modello che in Cina costa l'equivalente di 36.000 dollari, mentre in Europa arriverà certamente a cifre molto più alte, ma fa capire la forza di gravità che BYD esercita oggi. La scalata al podio globale è ormai un dato di fatto, e con questi numeri – uniti alla dimostrazione di forza tecnologica vista a Pechino – il "vento dell'est" sembra destinato a soffiare ancora a lungo sulle quattro ruote.

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